La tua ricetta per la scuola del futuro

Abolire il valore legale del titolo di studio, far ripartire i concorsi e superare il sistema delle graduatorie. Licenziare gli insegnanti che lavorano consapevolmente male e pagare il doppio gli altri. L’insegnante è il mestiere più importante che ci sia. Non possiamo affidarci al fatto che chi lo faccia bene sia un santo, una persona ricca di famiglia o un pazzo. C’è bisogno di una rivalutazione sistemica del ruolo di chi insegna. E questo passa, inutile negarlo, anche dal loro stipendio. Riforma degli Istituti Tecnici e Professionali in modo che non vengano considerate più scuole di serie B. A questo aggiungo open data e trasparenza su ogni attività, digitalizzazione, sperimentazioni di e-learning e dinamiche di formazione permanente per tutti fino alla pensione. E infine: noi studenti dobbiamo studiare molto di più. E non necessariamente sui libri. C’è poco da fare, in questo mondo crudele si compete sul prezzo o sul know-how. E noi sulla prima carta non possiamo davvero più puntare.

Marco De Rossi, 22 anni – fondatore di oilProject 
(intervista su CheFuturo!)

iBooks, eBooks, textBooks… e gli insegnanti?

Come prevedibile, l’entrata di Apple nel mercato dei libri di testo e più in generale dei contenuti educational, presentata nel suo evento al Guggenheim della settimana scorsa, ha ri-scatenato il dibattito mai sopito, su come dovrebbe essere la scuola di domani – o meglio di oggi, per i cittadini di domani.

Oddio, forse scatenato è una parola grossa per l’itaglia, che è un paese dove ci sono ancora a piede libero professori di scuola superiore che rivendicano con orgoglio che “io il computer non lo so nemmeno accendere“, e poi si domandano com’è che le loro classi di 17enni non seguono più le loro lezioni (uguali a quelle di venti anni fa) come i 17enni di venti anni fa.

Però tanti nomi “grossi” ne stanno discutendo, e allora anche io, che non sono nessuno, direi la mia.

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Facciamo l’ipotesi, così astrattamente…

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare, in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

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Book bloc i libri sugli scudi

Libri-scudo contro manganelli dei celerini. E parte l’immaginario.

Cosa ha reso immortale la “pantera”? Il suo nome.
Da una notizia di cronaca (un grosso felino, forse una pantera, in giro per le campagne di qualche località italiana…) a uno striscione: La Pantera siamo noi. E da lì, come una mazzata in testa all’immaginario collettivo italiano, in giro per sempre.

Sui giornali si discute sui Book bloc, e già la definizione suscita dibattito: è evidente il paragone (nemmeno troppo) nascosto con il black bloc del 2001 (eccoci, stiamo ripartendo da dove eravamo arrivati…) e con la sulfurea identità che gli è stata attribuita: di cattivi, di sprangatori, di rovinatori delle scampagnate di Genova… o chissà, forse nei ricordi di qualcuno, semplicemente di estremisti troppo permeabili agli infiltrati della polizia come quasi sempre succede.

L’idea nella foto qua sopra è geniale: in questa lotta per difendere la cultura come strumento di identità, di crescita e magari anche di guadagno e di sviluppo, sugli scudi ci sono disegnati i libri. E parte già lo stupore, di trovarci insieme Asimov e Saviano, e Deleuze di fianco a Petronio, e l’Isola di Arturo che resiste ai manganelli.

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Io se fossi dio…

E’ una vecchia canzone di Gaber.

Oddio, nemmeno tanto vecchia… ma come diceva lui, è roba per una razza in estinzione. Ci sono dentro praticamente tutte le cose che penso e credo, compresa la sacrosanta incazzatura contro chi mi ha tolto il gusto di essere incazzato personalmente, e il grido che Aldo Moro resta la faccia… che era – lui, e tanti tanti altri, persone e storie di cui non si può più parlar male perchè sono stati beatificati dalle pallottole di quegli altri idioti.

Non so se sentirmi bene, quando la ascolto, e pensare che almeno non sono l’unico… o stare male, a vedermi ributtare in faccia tutta sta roba.

Va beh, ascoltate e poi casomai mi dite la vostra. Continua a leggere

Anna Frank, genitori moralisti e deputati leghisti.

Sarà che c’è la campagna elettorale in arrivo, perchè diventa pesante dover giustificare ancora di non aver fatto un cazzo per altri anni (quanti sono, ormai?) sulle famose tematiche dell’autonomia, del federalismo e blablabla; sarà la totale, spaventevole mancanza di ogni barlume di umanità nella loro artificiale, asettica, liscia, morta concezione degli spazi comunitari, che per questi sono solo i fondali di cartapesta degli studi tv del loro padrone, dove ovviamente la vita non esiste; sarà anche un lucido disegno per far filtrare elementi sempre più fascisti nel vuoto pneumatico della “cultura” legaiola — e in certi casi lo è, ma meno di quel che verrebbe da pensare, non sopravvalutiamoli così tanto.

In ogni caso, un deputato leghista, nientemeno, ha accolto le accorate proteste di alcuni genitori delle scuole di Usmate Velate, presentando una interrogazione parlamentare alla ministra per l’Istruzione. Lo scandalo è che i loro figli, alle elementari, hanno letto il diario di Anna Frank – che contiene anche un passaggio in cui la ragazzina dodicenne parla dei suoi organi sessuali, descrivendoli: questo è in grado di “suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Non sarebbe quindi il caso che il ministro intervenga sui soggetti competenti per “proporre programmi e letture più consone all’età degli alunni”?

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nuove tecnologie nella scuola

In un paese dove fanno campagna elettorale sulle tre I “Impresa – Internet – Inglese”, con un livello di provincialismo che mi fa venir male, è chiaro che prima o poi doveva succedere: sbandieratori e trombettieri in azione, ed ecco a voi l’innovazione tecnologica nella scuola.

Ossia, sms per avvisare a casa se il figlio ha bigiato.

Noooo dai, poi ci sarà anche la pagella on-line —
In Itaglia, dove (lo dice il Corriere di oggi) solo il 40% delle famiglie sa utilizzare un collegamento internet…

A parte che questa percentuale mi mette i brividi, a parte che questo continuo riferirsi alle “famiglie” mi fa incazzare sempre di più (ma non erano i cittadini, i soggetti membri dello stato?), qualcuno si è accorto che siamo nel 2009? No, niente da fare, la solita polverosa mania del controllo in salsa “hi-tech” (capirai, un sms…), il solito guardonismo via web, la solita fuffa smerciata per merce di prima scelta grazie alla grancassa della tv.

Italian style, proprio.

Riforma della scuola / 1

E’ da molto, che penso a come scrivere un post sulla (contro-) riforma della scuola della Gelmini e le manifestazioni collegate; intanto è successo di tutto quindi dai, è ora. Cominciamo dicendo subito un po’ di cose, a costo di prendermi insulti e di essere catalogato come quello che non sono:

La Gelmini è REAZIONARIA, ma gli insegnanti sono CONSERVATORI… agli studenti toccherebbe smascherare queste posizioni e smarcarsi non tanto dai beccamorti dei partiti che impazziscono all’idea di poterci mettere la bandierina, quanto dall’abbraccio mortale di chi da decenni tiene ferma la scuola sempre e comunque. Spero con tutto il cuore che ce la facciano e come sempre, sia chiaro, faccio il tifo per loro con ogni mezzo necessario.

Adesso se vi interessa provo ad argomentare.

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Scusi prof

Ancora in una scuola, per lavoro.
In 3° D, il giorno dello sciopero; sono in classe in sette, senza prof: sette ragazzine di 15-16 anni che mi guardano come un marziano quando arrivo con la mia felpa gialla e l’anello al naso. Che ci fate, qui, mi verrebbe da chiedere. Dai, non infierire. Cominciamo.

– scusi prof…

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