le carrozze e le auto.

Quando è stata introdotta l’automobile, chi portava in giro la gente in carrozza all’inizio l’ha snobbata. Poi, più probabilmente, l’ha criticata: per il rumore, la puzza, la scomodità… e poi lo sappiamo come è finita: in carrozza non ci va più nessuno (tranne qualche patetico, al matrimonio o dintorni…) e le auto rovinano il mondo, per quanto sono diffuse. Tanto che sarà ora di inventarsi un modo per uscirne vivi.

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un formicolio globale da cui non prescindere?

Da diversi giorni mi giro in testa questa domanda: come si fa a non prescindere dall’incredibile, ricchissimo, formidabile contributo di conoscenza, di ragionamento, di approfondimento che oggi è  quella zona di espressione (niente affatto virtuale, perchè popolata di persone vivissime!) che viene chiamata blogosfera?

E però dall’altra parte, molto concretamente… come si fa a starle dietro?

Stavo leggendo su GIAP dei sempre ottimi WuMing questo post sugli scontri prima della partita Italia – Serbia. Il post, ma soprattutto i commenti, a parte i soliti esibizionisti e mitomani da web, mi hanno lasciato a bocca aperta riga dopo riga, per la profondità delle questioni che venivano toccate e  affrontate, per le argomentazioni, per la capacità di analisi. Quando pensi che la rete sia diventata solo facebook, un giro su un blog così è aria di montagna, garantito.

Ma ad un certo punto mi ha preso una vertigine: ho pensato che questo era un dibattito suscitato da un post in un blog. E qui i numeri vanno moltiplicati per un numero di zeri da spavento.

Cosa c’è, lì sotto? Cosa dice tutta questa gente? Quanti passaggi imprescindibili, quante elaborazioni luminose vengono fatte lì  dentro – sia chiaro, in mezzo a un mare di cazzate e di chiacchiere come rumore di fondo?

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