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Lo spartiacque.

Prima c’era stato il gran concerto di Manu Chao in piazza Duomo a Milano (mai più niente di simile in quella piazza fino ai giorni di Pisapia, che io mi ricordi…), e prima ancora decine di giornate di preparazione, di autofinanziamento, di organizzazione – tutti andavano a Genova. Tutti quelli che sentivo vicino, tutti quelli con cui mi era capitato fino a quel momento di fare anche brevi pezzi di strada: dai centri sociali agli oratori, dagli scout alle associazioni del consumo critico, dagli insegnanti ai collettivi scolastici, tutti andavano a Genova.

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attento che cadi

Quello là sta un’altra volta per cadere…  con tutti i cazzi suoi più o meno sistemati, un pugno di mosche in mano e anni di immobilismo, fanfaronate e disastri sociali ed economici ottenuti durante lo svolgimento del suo trascurabile (?) ruolo di capo di un governo.

Se cade ovviamente spero che si faccia molto male, e già non vederlo e non sentirlo più da tutte le parti per due giorni è un bel risultato della situazione: sarà chiuso nel suo bunker? Magari è la volta che i suoi compari, tipo Bondi, si avvelenano per non cadere vittima del nemico?

In verità, come si affrettano a raccontarci, è in aeroporto a parlare al telefono con la Carfagna, a costo di arrivare tardi all’altrettanto trascurabile vertice della Nato. Forse per questo motivo, non più distratti da corna e disegnini di biancheria intima, i campioni della democrazia formato export son riusciti a mettersi d’accordo su come ritirarsi dalla clamorosa sconfitta in Afghanistan.

E cosa ci avrà da lamentarsi, la “ministra più bella del mondo” (cit.) ? Dice che si è accorta che nel pdl comandano gli affaristi. Ma dai?! E poi insomma, le stanno facendo pesare le sue frequentazioni con Bocchino. E dire che è a frequentazioni di quel genere, che i maligni attribuiscono la sua rapidissima carriera politica…

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non sta bene – non si fa

Ok, non sta bene non è politicamente corretto non si deve fare…

…ma fatemi fare una risata grassa con la pancia in mano pensando al pd di Milano che… veramente si era autoipnotizzato fino a pensare di poter far vincere le primarie ad un architetto fratello-di, amico dei palazzinari (che Milano l’hanno pugnalata al cuore) e impegolato in quella che rischia di essere la più grande figura di merda (o il più grande sacco edilizio con annessa sanatoria, per stare nei tempi…) della storia di Milano, ossia l’Expo 2015?

E quindi adesso (noblesse oblige, e lì si sa che hanno tutti il pedigree – ops, volevo dire il sangue blu…) tutti i maglioncini dei martini e i signorini majorini coi loro sorrisini si levano dai coglioni?  Non ci posso credere.

Non sta bene, non si fa… ma da ieri sera ho un ghigno fisso nell’angolino. 😉

la mia parola è: socialità

Non essendo potuto essere presente a Firenze, a ProssimaItalia (che è il nome vero della “convention dei rottamatori”…), anche se avrei molto voluto, provo a recuperare da qua. Nel barcamp (perchè questo è stato) di tre giorni organizzato dal mio consigliere regionale preferito, si sono susseguiti interventi di 5 minuti su parole chiave, mescolati a spezzoni di film e canzoni. Di film e canzoni questo blog parla da tanti anni, e gli interventi di 5 minuti su parole chiave… beh sembravano proprio, dallo streaming su Il Post, uno di quei tantissimi momenti di confronto vero nelle mille riunioni, assemblee, verifiche, tavoli di progettazione ecc che da quando ragiono mi sono auto-inflitto 🙂 in gruppi scout, collettivi, associazioni, fino al mio lavoro sociale, insomma tutto quello che di buono c’è stato e c’è in questo paese – stranamente (?) sempre ben distante dai partiti politici e dalla loro gestione organizzata del consenso… e del potere. Se c’è anche solo la possibilità che questa roba contagi un partito, senza che si faccia contagiare dalla sua burocrazia immobilista, beh per me è già un ottimo risultato. Restando dove sto, comunque mi fa piacere. Ecco i miei cinque minuti:

La mia parola è: socialità.

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“fa ridere ma è drammatico”

L’omino in campagna elettorale  fa una delle sue battute, stavolta sulle uccisioni dei desaparecidos argentini.
Ridono tutti, eh. Poi forse si accorge di aver esagerato, e butta lì la frase che ho ripreso nel titolo.

(Così per dire, oggi in Argentina hanno convocato il nostro ambasciatore per digli, ma che cazzo di battute fa, quello.
Ma non è di questo che voglio parlare).

“Fa ridere ma è drammatico” è la perfetta sintesi di quello che succede fuori dalle mie finestre. E non è un caso che sia una sintesi coniata dall’omino: l’unico che ha le parole giuste per raccontare questo filmetto di serie Z che è diventata l’Itaglia – sotto la sua trentennale regìa.

Questo paese straborda ignoranza, e come sempre gli ignoranti sono gretti, arroganti e faciloni, carne da cannone di un progetto molto più vasto di loro, che come tanti utili idioti concorrono a potenziare, ampliare, eternare in cambio di qualche po’ di figa alla televisione, occhialoni  e mutandoni firmati, macchinoni comprati coi soldi in nero, e roba del genere – con nessun interesse (non diciamo rispetto, che nessuno sa cosa sia) a un modo di stare insieme che possa costruire qualcosa, dare un senso, buttare un ponte in qualche direzione.

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Problemi che ci abbiamo in Itaglia

In Itaglia ci abbiamo questi problemi:

i giudici comunisti che intercettano tutti i telefoni di tutti, così i politici non possono parlare in pace dei cazzi loro, tipo: carichi di cocaina, banche da scalare, troiette soubrette da sistemare, discariche abusive ecc.

l’orario di lavoro da allungare, così uno può lavorare anche 50, 60 ore alla settimana e si compra il cellulare nuovo o la macchina nuova se fa un po’ di lavoro anche in nero così almeno guadagna più soldi, e magari anche tutti quegli sfigati che dicono che non arrivano alla fine del mese così ce la fanno e se no cazzi loro

la sicurezza, che se uno va in giro è sicuro che prima o poi vede gli zingari o i clandestini di sicuro, che ormai son dappertutto che non li vedi ma ci sono, quindi non sei più sicuro ma siccome sicuramente è importante difendersi la sua sicurezza, allora è giusto che li mandano via tutti così siamo sicuri

i cattolici che hanno votato in cinque per il PD e adesso i preti li cazziano perchè han vinto quegli altri tot milioni e loro perchè dovevano fare diverso? quindi quelli del PD un po’ si arrabbiano perchè insomma non si fa, un po’ in ogni caso quando chiunque alza la voce hanno questa inarrestabile tentazione a inginocchiarsi per terra con la testa bassa e dire si si è vero avete ragione e quindi stanno pulendo per terra per non sporcarsi i vestiti quando si inginocchiano.