iThink Different

A me non piacciono mai i santini – nè tantomeno la caccia alle streghe. Quindi dico la mia sulla morte di Steve Jobs, inserendola in una serie di riflessioni e discorsi che sto facendo nelle ultime settimane; per la precisione dall’uscita di questo post dei soliti WuMing sul loro blog Giap, che vi invito a leggere.

Già il fatto di partire da qui, dovrebbe aiutare a far piazza pulita da miti e mitologie facili: Steve Jobs era Apple e Apple è una delle megacorporation che si spartiscono il mondo  – una zaibatsu, mi suggerisce il lettore di fantascienza che ho in testa. E nelle storie che piacciono a me, le zaibatsu non stanno mai dalla parte dei buoni.

Eppure non si riesce, a mettere Steve Jobs tra i cattivi. Di questo vorrei parlare, perchè sarà meglio capire bene come funziona questo meccanismo. E se permettete, la prendo un po’ alla lontana. Se vi annoiate, pazienza. C’è piena la rete, di elogi sperticati tutti uguali, di discorsi di Stanford e di biografie copiate qua e là.

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le carrozze e le auto.

Quando è stata introdotta l’automobile, chi portava in giro la gente in carrozza all’inizio l’ha snobbata. Poi, più probabilmente, l’ha criticata: per il rumore, la puzza, la scomodità… e poi lo sappiamo come è finita: in carrozza non ci va più nessuno (tranne qualche patetico, al matrimonio o dintorni…) e le auto rovinano il mondo, per quanto sono diffuse. Tanto che sarà ora di inventarsi un modo per uscirne vivi.

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