once upon a time.

Si, certo che sono preoccupato per la crisi nucleare in Giappone.
E ovvio, che mi fanno ancora (più) schifo l’omiciattolo e i suoi servi, e i microcefali che ancora li applaudono e li ascoltano.
E certo, che l’intervento militare in Libia sta diventando l’ennesimo tentativo di accaparramento del petrolio versione 2.0, coi bombardamenti pacifisti, i missili intelligenti, le risoluzioni ONU a fisarmonica, fatte per giustificare un po’ il cazzo che si vuole – e noi in ogni caso lasciati fuori dalla porta, perchè tanto con dei pagliacci come i governanti italiani si può fare quel che si vuole.

Però ci sono le stelle stanotte, apro una Guinness e mi siedo in giardino.
E guardo in su, aspiro il profumo di primavera che fa l’aria.

E forse sono anche ottimista, un po’. Con tutto quello che mi aspetta.
Con tutto quello che è passato. Che ho costruito, che ho combinato.

La rete mi butta bella musica stanotte. E un sacco di bei pensieri.
Peccato esser qui da solo, mi mancate.
Parecchio.

Codardi.

Credo che sia una vergogna la posizione da codardi assunta dal mondo occidentale, dice Ali Tarhouni, uno dei membri dei Consigli creati dagli insorti nella Libia dell’est, per gestire la situazione.

Lo dice mentre Gheddafi manda i suoi uomini armati a spegnere tutti i fuochi di ribellione: colonne di soldati e bombardamenti aerei stanno piegando la resistenza ormai in molte delle città che si erano liberate. Non è nemmeno facile capire cosa succede davvero: quei pochi giornalisti che, per fare il loro mestiere, erano entrati in Libia, adesso cercano di ritirarsi e qualcuno è già finito male, o non si sa che fine abbia fatto. Si ritira anche la Croce Rossa Internazionale, e di certo non è un buon segno.

Intanto i nostri eroi all’Onu ancora discutono se è il caso o meno di progettare una no-fly zone, da applicare sul territorio libico.

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è solo un po’ di nebbia, che annuncia il sole…

Sulle meraviglie d’itaglia ho scritto moltissimo, e da tempi non sospetti – per quanto possibile, almeno. E ogni volta, giuro e spergiuro che qui dovrei scrivere solo di cose serie, tipo amore morte musica illuminazioni viaggi libri vertigini artistiche e altra minuteria simile.

Ma poi non ce la faccio: l’esigenza di avere, almeno, detto la mia su quello che sta succedendo fuori dalla finestra arriva e sopravanza tutto.E’ chiaro, per puro lavaggio delle mani e della coscienza, ma è comunque troppo impellente per  sottrarmi.

E allora daje, ci siete riusciti: cari i miei 25 lettori, oggi parlo di intercettazioni, legge bavaglio e tutto il resto.

Però cominciamo dall’inizio: e l’inizio è che l’informazione, in itaglia, è una merda totale, asservita, arretrata, incapace, ignorante tanto quanto la borghesia più ignorante d’europa (cit) a cui si rivolge – perchè tanto la plebaglia che dovrebbe portare il glorioso nome di popolo, ha abdicato da troppo tempo all’uso del cervello per poter contare qualcosa in questo discorso.

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