Non siam scappati più.

La polizia martella teste di studenti su e giù per l’Italia. Le università sono in fermento, le aule e i rettorati vengono occupati. I migranti salgono sulle gru e sulle ciminiere. La lezione degli operai in lotta (che da mesi hanno preso a salire sui tetti delle loro fabbriche) ancora una volta fa scuola. Ricercatori e studenti universitari salgono sul tetto delle facoltà.

Che anno è? 😀

Di colpo, grattando un po’ più a fondo nella vergogna dell’itaglia di questi anni, ecco a voi la conflittualità.
Non era mai scomparsa, non è mai smessa. Solo veniva scopata sotto al tappeto, nascosta dai telegiornali.

Ancora non l’hanno capito, che c’è la Rete: Adesso state più attenti – perchè ogni cosa è scritta.

Magari è un’aria che dura il tempo di una nevicata – oppure mette radici e resta nella storia, come tante altre fiammate nate per caso nei tempi passati?
Tutti quelli che ancora tifano rivolta sanno la risposta.

Quello che colpisce me, è che solo davanti alla pratica si possono mettere in ordine le teorie. E allora mi ci metto.

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