Platform

Continua a leggere

Annunci

No grazie.

Non è che serva essere scienziati, per capire che a giocare col fuoco rischi di scottarti.

Puoi anche essere estremamente abile, e molto attento. Ma gli imprevisti esistono, qualcosa può andare storto – magari indipendentemente da te – e ti bruci. Perchè non puoi prevedere il futuro.

Continua a leggere

youtube è come la tv? perchè questi proprio non han mai visto altro…

Su Engadget.com, uno dei siti importanti a livello mondiale come osservatorio delle novità hardware e software, e degli annessi e connessi influssi sulla vita delle persone, esce un articolo sull’ultima bella invenzione della nostra AGCOM, passata ovviamente sotto silenzio sui grandi media in questo bel Paese, che “regolamenta” le webradio e le webtv, e già che c’è ovviamente sparge a piene mani inspiegabili vincoli, limiti e quelli che qualcuno chiamerebbe “lacci e lacciuoli” contro la rete… viene da chiedersi come è possibile che questi legislatori siano così ignoranti in materia: mai usato youTube almeno una volta per pubblicare qualcosa? Ecco, appunto: il sospetto che viene subito dopo è che non ci sono, ci fanno
Traduco qua (velocemente e male, ma tant’è…) il post, che mi sembra significativo – spero che la traduzione riporti correttamente il pensiero degli autori di Engadget, ma in ogni caso invito tutti ad andarsi a leggere l’originale e anche tutti i commenti, che dicono molto chiaramente cosa pensa il mondo di noi. Altro che paese d’o’ sole, quarta potenza mondiale, e tutte le puttanate che vi bevete ogni giorno dalla tv. Per l’ennesima volta, che vergogna:

Continua a leggere

la First Lady al Muppet show

Michelle Obama, anche più di suo marito (dato che ha molti più margini di manovra) si sta dando da fare in un modo che mi piace, per dare una mossa a diversi aspetti della società americana. Mentre suo marito cerca di convincere l’ennesimo predicatore imbecille  a non organizzare l’ennesimo rogo di libri (ma gliele insegnano in seminario ste cose? …non è ora di aggiornare un po’ i programmi, che siete rimasti al 1600?), la first lady sta cercando di instillare dal basso ad un popolo di chiattoni, obesi e incuranti del proprio benessere fisico l’idea che basta poco per cambiare abitudini.

Dopo averla intercettata per caso (google e youtube sempre siate lodati…) ospite al Muppet show per un mini spot che promuove e responsabilizza i genitori a promuovere “healthy habits” (roba tipo mangiare sano, leggere libri, fare passeggiate come esercizio fisico… l’abc insomma, ma evidentemente da lì tocca partire negli iuessei!), l’ho ritrovata navigando un po’, ancora tra i Muppets per festeggiare i 40 anni della miglior trasmissione tv per bambini dell’universo (infatti la tv italiana ha smesso di trasmetterla da… trent’anni?!). Anche in questo caso, si parla di coltivarsi la verdura (come fa lei, che ha piantato un orto nel giardino della Casa bianca 😉 ) in modo assolutamente tranquillo, per bambini, mettendoci la faccia (e sapendo stare al gioco, cosa non da tutti…). I blog iuessei dedicati alla salute naturalmente sono in visibilio…

Non bastasse questo, oggi vedo un servizio fotografico in cui la moglie del presidente degli Stati Uniti, in tuta, gioca a football (o meglio a flag football… una versione light meno muscolare) per dimostrare che esercizio fisico e movimento sono la migliore arma contro l’obesità infantile: ci ha costruito sopra una campagna nazionale insieme ai giocatori dell’ NFL (chissà se c’era anche Michael Oher…) e la partita finale è stata giusto prima dell’avvio del campionato.

Poi mi giro, tolgo gli occhi dal monitor e guardo fuori dalla finestra…

La solita figura di merda…

Il Guardian racconta che, nei corridoi del potere, cominciano a non poterne più di noi.

E non tanto perchè abbiamo un presidente del consiglio che apre la sua sede istituzionale che pago io  a donnine “professioniste” (si sa che… tra professionisti ci si intende) o va alle feste di compleanno di 18enni di cui conosce il padre da tempo anzi non è vero anzi si, o organizza festini con le donnine a casa sua, e ce le porta con gli aerei di stato che pago io, le fa vigilare dai carabinieri che pago io, ecc. ecc.

E non tanto perchè non abbiamo mai contato un cazzo e abbiamo sempre avuto il vizio di farci grandi perchè siamo amici “di quelli che contano”. Amici, poi… insomma la solita merda da italiani dell’italietta, puzza di ascelle coperta da deodorante da 2 lire e vestito della festa la domenica, e vai col liscio.

Dice il Guardian che il nostro governo ha fatto un pessimo lavoro nell’organizzazione del vertice G8 in Italia, e addirittura per non farlo floppare del tutto hanno dovuto muoversi gli americani, organizzare loro i colloqui preliminari, stabilire il programma ecc. ecc. – mentre qui da noi pensano ad andare in onda dall’Aquila davanti alle macerie, raccontando di grandi ricostruzioni che nessuno ha mai visto, e fanno finta di dimenticarsi di essere stati già cazziati davanti a tutto il mondo per non aver rispettato nessuno degli impegni dei vertici passati, soprattutto quelli relativi alla diminuzione della fame nel mondo. Ma tanto ste cose in Italia non le racconta nessuno, quindi no problem.

L’omino come sempre per reazione si impettisce, dice che è merito suo l’accordo contro le armi nucleari tra Russia e Usa. La Russia smentisce, tra l’altro – ma chi vuoi che lo sappia. Dice che la delegazione italiana ha fatto un ottimo lavoro. Dice che il Guardian ha preso una cantonata, perchè gli americani si sono mossi sì, ma per organizzare il G20 che si farà negli USA in seguito. “Una grande cantonata da un piccolo giornale”, dice l’omino. E rincara il ministro degli Esteri di questo Paese: “Spero che il Guardian esca dal club dei grandi giornali”.

A me, naturalmente, dei corridoi del potere e del G8 non me ne frega un cazzo.
E bisogna essere coglioni per sognare di essere, noi itaglia di oggi, allo stesso piano degli altri membri del G8. O di altri paesi che stanno avanti mille chilometri, anche se nel G8 ancora non ci sono.

Però a volte un sano bagno di realtà serve. Un secchio di merda in faccia. Uno che grida “il re è nudo”.
Fuori l’Italia dal G8, dai. Basta summit blindati, basta arresti e violenze poliziesche, e basta scenette da battaglia del grano.

Mettiamoci al posto nostro, laggiù in fondo alla fila.

come si danno le notizie

E’ un periodo che giro come una trottola, ed avendo un filino di ingombranti cazzi miei da organizzare, tipo un rogito e un matrimonio, non sto dedicando più molto tempo a questo sfogatoio online. Ma ho appena visto una cosa che mi ha fatto venir voglia di rimediare.

Dopo che ci siamo gonfiati il petto di italico orgoglio per aver conquistato la Chrysler e le benedizioni di Obama, dopo che abbiamo tolto il cappello davanti alla Fiat capace di tanta impresa (dimenticando da dove viene e cosa ha combinato in questi anni… ma insooomma sempre a lamentarvi?!), date un occhio a come la BBC racconta la notizia e la sua accoglienza nella società e nei media italiani, e a come chiama le cose coi loro nomi. E’ istruttivo.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/business/8029636.stm

it is no mystery / we making history

Nonostante io possa immaginare che il buon Linton Kwesi Johnson (autore della canzone ripresa nel titolo del post) abbia parecchio da dire su Obama, sono colpito dalle giornate di celebrazione dell’insediamento del primo black president -in particolare da quello che non  ci fanno vedere in tv, e che devo ringraziare Radio Popolare – per una volta all’altezza della sua fama – e in particolare l’inviato Roberto Festa, per aver scovato e messo in onda.

Continua a leggere

Digital divide

Obama vince le elezioni via Facebook – qui in Italia sul “faccialibro” ci fanno le gag satiriche (quelli “di sinistra” tipo la Dandini ecc – che si sa, si autoproclamano quelli intelligenti) o le solite leggi censorie (quelli “di destra”… su cui cheparloaffà…). Ma non c’è problema, venti anni fa io viaggiavo a computer e games ed ero un disadattato preso parecchio per il culo, adesso la gente fa la fila per comprarsi l’ultimo gioco uscito o l’ultimo modello di console (e io nel frattempo mi sono anche un po’ annoiato… ormai gioco solo a RPG possibilmente di “universi” che amo, come StarWars).

Per lavoro sono andato in questi giorni nel cuore d’Itaglia, a Rieti.
Da Milano a Rieti ci vogliono almeno 6 ore di treno con vari cambi – altro che alta velocità e ponti sullo stretto e sticazzi, il cuore d’Itaglia è un posto (come tanti) che semplicemente non si può raggiungere.

Continua a leggere