QUORUM

Ieri sera, dopo venti anni, mi sono trovato a cena coi miei compagni di liceo  (stesso ristorante, stesso giorno: 12 giugno 1991/2011). Dato che questi eventi vanno celebrati, ho preparato un regalo per tutti: una raccolta di “documenti storici”, tra cui il video della cena di 20 anni fa.

Che si apre con una richiesta di dichiarazioni a un mio compagno, oggi direttore d’orchestra di livello internazionale (ieri ci ha chiamato da Londra per salutarci…). E lui ghignando e guardando in camera, dice: “beh, con la schiacciante vittoria dei SI’…”.

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once upon a time.

Si, certo che sono preoccupato per la crisi nucleare in Giappone.
E ovvio, che mi fanno ancora (più) schifo l’omiciattolo e i suoi servi, e i microcefali che ancora li applaudono e li ascoltano.
E certo, che l’intervento militare in Libia sta diventando l’ennesimo tentativo di accaparramento del petrolio versione 2.0, coi bombardamenti pacifisti, i missili intelligenti, le risoluzioni ONU a fisarmonica, fatte per giustificare un po’ il cazzo che si vuole – e noi in ogni caso lasciati fuori dalla porta, perchè tanto con dei pagliacci come i governanti italiani si può fare quel che si vuole.

Però ci sono le stelle stanotte, apro una Guinness e mi siedo in giardino.
E guardo in su, aspiro il profumo di primavera che fa l’aria.

E forse sono anche ottimista, un po’. Con tutto quello che mi aspetta.
Con tutto quello che è passato. Che ho costruito, che ho combinato.

La rete mi butta bella musica stanotte. E un sacco di bei pensieri.
Peccato esser qui da solo, mi mancate.
Parecchio.

No grazie.

Non è che serva essere scienziati, per capire che a giocare col fuoco rischi di scottarti.

Puoi anche essere estremamente abile, e molto attento. Ma gli imprevisti esistono, qualcosa può andare storto – magari indipendentemente da te – e ti bruci. Perchè non puoi prevedere il futuro.

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