Expo 2015 e #noexpo

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Ieri alla Villa Reale di Monza, ossia praticamente sotto casa, si sono riuniti il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio dei ministri, il presidente (o governatore, così è contento) della Regione Lombardia e uno stuolo di altri politici, insieme ad alti ufficiali di polizia – carabinieri – guardia di finanza, e pure qualche alto prelato, per l’ennesimo grande “evento” legato a Expo 2015. Il tutto ha portato la solita militarizzazione della città, coi soliti blocchi del traffico, ingorghi eccetera, e nessun coinvolgimento delle persone che in questa città abitano, in quel che stava succedendo: insomma a guardarla con una prospettiva da film in costume, i nobili hanno fatto il loro gran ballo nella villa del re, e il popolaccio è stato tenuto ben fuori dai cancelli. Del resto, come diceva qualcuno in piazza, l’ultima volta che un capo di stato italiano è venuto da queste parti, l’hanno portato via a piedi in avanti e bucherellato di pallottole… quindi in questura erano tutti molto preoccupati 😀

A parte gli scherzi, fatemi dire come la penso a riguardo.

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L’anno che verrà

Merkel - da Wenatchee World

Dice che la Merkel aveva telefonato a Napolitano per chiedergli di trovare un modo per segare quello là.

E giù piogge di smentite e apriticielo.

Ma certo, che è andata così.
Adesso siete tutti così presi a far le pulci a Monti che forse non ve lo ricordate, in che razza di merda eravamo sprofondati.
E dove stavate tutti, tra l’altro?

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maliberoveramente.

Ci vorrebbe uno che su twitter ogni giorno manda “le bugie di oggi”.

Però sai che fatica? Solo ad aprire i giornali di oggi, ci trovi quella di quello là eletto direttamente dal popolo, quella di feltri su napolitano supporter (o come ha scritto) dell’unione sovietica, e non voglio pensare quali e quante altre.

Il fatto è che non serve parlare di come funziona la costituzione, di cos’erano i miglioristi, e di tutto quello che ogni persona sana e in grado di ragionare potrebbe tranquillamente ribattere davanti a questo fiume di palle. L’intelligenza non ha mai fatto granchè audience, ma qui ormai siamo alla cancellazione dai palinsesti.

Veramente, l’unica soluzione è fuggire a gambe levate dai media mainstream e difendere con le unghie e con i denti la rete – da tutti, anche dai sinistri con la regola facile (e la galera come corollario sempre pronto). Sarà faticoso, immaginare un posto liberoveramente?

Ecco, cominciamo a sforzarci. Immaginazione (via d-)al potere, please.
Possibilmente con una certa fretta.

Rudra Bianzino (e suo papà Aldo…).

Metti che sei un falegname, un po’ fricchettone magari – uno che aveva 20 anni negli anni 80 in Italia, insomma una storia di tanti:  o camicia bianca e orologio sul polsino, o spade in vena, o la faticosa strada per essere te stesso, con la libertà che diminuisce sempre di più e la vita che non ci vuol credere.

[Aldo Bianzino]

Metti che metti su famiglia, hai quasi 45 anni, un figlio, abiti in campagna, in provincia di Perugia, e in questa campagna tu e tua moglie ci piantate la marijuana – mica per farci smercio e traffici internazionali, eh – solo per potervela fumare senza dare soldi ai trafficanti medesimi.

Non sta bene, non si fa, non è nemmeno legale.

Eh già, c’è gente che da… da sempre, che io mi ricordi, fa casino per legalizzare l’uso personale della marijuana – ma in questo paese oggi non si può, comunque.

Quindi prima o poi ti beccano – perchè sono queste le cose su cui spendere soldi in indagini e appostamenti – e ti arrivano in casa, coperti dalla legislazione anti-droga assimilata all’anti-terrorismo, ti pigliano e ti portano in galera.

E tu, metti che sei un falegname un po’ fricchettone, che avevi 20 anni negli anni 80 in Italia… probabilmente la polizia non ti sta troppo simpatica, dopo quello che gli hai visto fare in questo paese, fin da quando eri un ragazzino.  Magari gli rispondi male, chi lo sa. Magari li mandi pure affanculo, chi può dirlo. Anche se hai i dreadlocks, hai fama di essere un pacifista nonviolento gandhiano, fai meditazione indiana… magari ti danno tanto addosso che qualcosa ti scappa.

E poi ti trovano la mattina dopo, in cella, morto.

Questa è la storia di Aldo Bianzino, morto in carcere a Perugia il 14 ottobre 2007. Suo fratello ha scritto una lettera a Napolitano che magari volete leggere.

Sua moglie era sul palco del secondo Vday di Beppe Grillo, ma era malata – in attesa di un trapianto di fegato. Non ce l’ha fatta, è morta qualche settimana fa.

Ora Rudra, il figlio di questa coppia, rimane da solo davanti all’incombenza di processi civili e penali, affidamento, completamento degli studi.

C’è un appello per raccogliere fondi:

Ecco dove vuole arrivare

Cominciano ad arrivare le risposte alle mie domande (abbastanza retoriche, a dir la verità): dato che è ovvio che a quello, di Eluana Englaro non gliene frega nulla, dove vuole arrivare con le manovre di questi giorni?

Purtroppo viviamo nel paese delle banane e quindi la maggior parte dei giornali ha paura a pubblicare gli articoli anche online prima di aver fatto cassa in edicola, se no avrei potuto pubblicarvi un po’ di links. Magari riesco a rimediare più tardi.

Ad esempio quello dell’articolo per l’Unità di Marco Travaglio, che inizia in un modo assolutamente simile al mio (mi copia?!?! :D) e poi dà una illuminante serie di elementi su cui riflettere:  in sostanza, lo stravolgimento del sistema-giustizia in arrivo (ottimamente sintetizzato, peraltro) dovrà passare attraverso una serie di provvedimenti anticostituzionali, e indebolire Napolitano adesso mettendo sotto accusa la sua facoltà di non firmare le porcherie del governo, è un ottimo modo per portarsi avanti e aprirsi la strada a una mobilitazione contro di lui e il suo potere di controllo, su cui sarà forse più facile infilare un bel referendum di modifica della costituzione.

Ci è arrivato perfino Vittorio Feltri oggi su Libero (vedi perchè mi sale l’odio?? Mi tocca condividere opinioni di Feltri, grrrrr!): come dice nel suo solito modo, è dalla sentenza della corte suprema, tre mesi fa, che c’è la possibilità del distacco dei macchinari, quindi c’erano tre mesi per fare questa legge che oggi si proclama di voler fare in tre giorni. Ma non gliene è fregato niente a nessuno finora: e continua a non interessare, altrimenti i parlamentari si sarebbero fermati a Roma nel weekend a legiferare in urgenza (…seeeeeeeh!). Il tutto quindi è una manovra per ottenere il sostegno politico di Vaticano e cattolici,  a spese di uno scontro istituzionale e della figura di Napolitano. Feltri non dice perchè, ma tanto l’ha già spiegato Travaglio.

Occhi aperti.

Il padrone delle ferriere

Non gliene frega un cazzo del rispetto del dolore altrui, figuriamoci. Per non parlare poi della decenza, del riserbo che una vicenda come quella di Eluana Englaro meriterebbe da mesi (non è un caso, che non ne abbia più scritto da tempo). Non sono livelli che riesce a vedere, nè lui nè i suoi fidi, ovviamente.

Non gliene frega un cazzo neanche delle regole di questo paese – quando mai.


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