Vincenzina a sant’Ambrogio

Ieri ero a sant’Ambrogio, visite culturali a pasquetta coi parenti in una città piena di storia e di storie che si è dimenticata di avere.

Nella cripta, davanti allo scheletro coi paramenti dorati di Ambrogio (e insieme a lui, di Gervaso e Protasio) si accalcava una piccola folla. Un padre circa-quarantenne diceva ai figli che quello era il corpo del cardinale Schuster (l’avrà letto su internet…?), un po’ di vecchiette immancabili dicevano il rosario, e una signora in disparte si guardava intorno un po’ interdetta – e ad un certo punto si è presa ancora un po’ di coraggio ed è andata dritta dalla mia fidanzata a chiederle una cosa.

Con l’incancellabile accento pugliese dell’ immigrazione anni 60, un cappottino un po’ malmesso e gli occhi vispi, la signora cercava la camera ardente di Enzo Jannacci, nella cripta di sant’Ambrogio dove c’è lo scheletro coi paramenti dorati.

Prima di convincerla, abbiamo dovuto ripeterglielo due o tre volte, che i funerali, sì, sarebbero stati in quella chiesa, ma il giorno dopo – e che la camera ardente era al teatro Dal Verme. La sua reazione, sempre la stessa, con incrollabile convinzione, è stata: “ma l’ha detto la televisione”.

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Lo spartiacque.

Prima c’era stato il gran concerto di Manu Chao in piazza Duomo a Milano (mai più niente di simile in quella piazza fino ai giorni di Pisapia, che io mi ricordi…), e prima ancora decine di giornate di preparazione, di autofinanziamento, di organizzazione – tutti andavano a Genova. Tutti quelli che sentivo vicino, tutti quelli con cui mi era capitato fino a quel momento di fare anche brevi pezzi di strada: dai centri sociali agli oratori, dagli scout alle associazioni del consumo critico, dagli insegnanti ai collettivi scolastici, tutti andavano a Genova.

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Ma non è la fine del berlusconismo.

Per la prima volta in vita mia sono andato a festeggiare un’elezione. Ho passato la serata  in piazza Duomo, ho guardato in giro sorridente. Ho letto decine, centinaia di tweet e di post su facebook, articoli sui giornali di mezzo mondo. Non vivo a Milano, Pisapia non è il mio sindaco, eppure sono soddisfatto.

Agli amici che anche giustamente fanno notare che prima di esultare, vorrebbero vedere il metrò funzionare tutta notte, i palazzinari messi in condizione di non nuocere, i mezzi pubblici raddoppiati e il traffico dimezzato, ho detto che una sera di festeggiamenti ci sta. E lo penso: ci sta proprio.

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non sta bene – non si fa

Ok, non sta bene non è politicamente corretto non si deve fare…

…ma fatemi fare una risata grassa con la pancia in mano pensando al pd di Milano che… veramente si era autoipnotizzato fino a pensare di poter far vincere le primarie ad un architetto fratello-di, amico dei palazzinari (che Milano l’hanno pugnalata al cuore) e impegolato in quella che rischia di essere la più grande figura di merda (o il più grande sacco edilizio con annessa sanatoria, per stare nei tempi…) della storia di Milano, ossia l’Expo 2015?

E quindi adesso (noblesse oblige, e lì si sa che hanno tutti il pedigree – ops, volevo dire il sangue blu…) tutti i maglioncini dei martini e i signorini majorini coi loro sorrisini si levano dai coglioni?  Non ci posso credere.

Non sta bene, non si fa… ma da ieri sera ho un ghigno fisso nell’angolino. 😉

a milano la mafia non esiste

Dice l’itaglia, nella figura del suo rappresentante istituzionale a Milano, ossia il Prefetto, che a Milano la mafia non esiste.
Poi gli fan notare che ha esagerato, e allora aggiusta il tiro.

Poi salta fuori che le case popolari di Milano sono in mano a una cricca di personaggi che, in pieno stile mafioso, dispongono a loro piacimento di diritti e perfino di beni pubblici, e organizzano un “racket della casa popolare” usando lo strumento dell’occupazione – cosa che me li rende ancora più odiosi: non è roba loro, e il fatto che metodi e strumenti si siano potuti confondere è uno di quei risultati di metà anni 80 che in pochi hanno notato. Si vede che tra giocare ai pistoleri, schivare l’eroina e mettersi l’orologio sul polsino, in quel periodo si era un po’ tutti distratti.

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Perchè mi viene l’odio

Mi viene l’odio perchè cose che quando avevo 7 anni erano normale, comune sentire per la grande maggioranza di questo paese (tanto che gli altri provavano a sovvertirle, ma a colpi di bombe ed eversione armata)  adesso sono temi di mobilitazione, per cui tocca andare in piazza.

Mi viene l’odio perchè mi tocca manifestare per conservare le regole di questa Itaglia – dopo aver sprecato tante parole ed energie per provare a migliorarle,  farle evolvere, farle cambiare,  adesso devo difendere le leggi, capito, protestare a sostegno delle istituzioni, ti immagini… fare il conservatore contro i reazionari.

Mi viene l’odio perchè i quattro pavidi che pretenderebbero di rappresentarmi, se questa protesta di oggi andrà a buon fine ci metteranno sopra il cappello e la venderanno come un grande successo del loro partito gonfiabile, mentre è anche colpa loro se siamo ridotti a questo… e i pochi amici che da quelle parti tentano la rianimazione non me ne vogliano, anche il loro è accanimento terapeutico.

In ogni caso, ci vediamo in piazza San Babila a Milano oggi pomeriggio alle 17.

PS: intanto dalle cronache è già sparito questo: http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7876261.stm
Capito dove si sta andando a parare?

Neve come se piovesse

E’ finita l’emergenza neve.


Nel paese dei fanfaroni che è l’Itaglia, qualunque cosa devii anche di un millimetro dal normale tran-tran codificato e consolidato della produssione, è sempre e comunque una emergenza: pioggia a Roma, neve a Milano…

Ma qualcuno vuole dirglielo a quelli, che la neve d’inverno è NORMALITA’, non emergenza?

Già non sopporto quelli che, quando piove d’autunno o in primavera, e a maggior ragione quando nevica d’inverno, parlano di MALTEMPO.

Ma dico, non si dovrebbe dire GIUSTO-TEMPO? Nel nord Italia c’è il clima sub-continentale. Stagioni intermedie piovose, freddo e neve d’inverno, caldo e afa d’estate.

L’ho studiato nel sussidiario in terza elementare.

E invece devo sentire il sindaco (anche se è femmina, ma lei vuole così: il sindaco…) di Milano, la città dell’Expo 2015, che giustifica la vergognosa situazione della viabilità nella sua città dopo due giorni di neve, dicendo che… era finito il sale. Perchè a lei avevano detto che venivano solo 20 cm e invece ne sono venuti 40. E quindi non ne ha comprato abbastanza.

Ah, che massaia improvvida…

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razzisti in abiti civili, la porta è da quella parte

A Colonia, una città che mi piace molto per altri motivi, è in corso un raduno di nazi travestito da protesta europea contro la costruzione di una moschea, promosso dal gruppo locale “Per Colonia”, già sotto controllo dei servizi segreti tedeschi per le sue pessime frequentazioni.

Per l’itaglia niente di strano, qui le moschee non si costruiscono proprio – giusto oggi anche i civili abitanti del quartiere QT8 di Milano hanno presentato una civile raccolta di firme al civile sindaco, per affermare civilmente che i musulmani devono stare fuori dai coglioni e sotto casa loro non ce li vogliono.

Sono le stesse cose che l’europarlamentare italiano Borghezio ripete civilmente ad ogni comizio, e che vengono gridate civilmente in faccia a un sacco di immigrati sugli autobus e agli angoli delle strade, prima di accoltellarli dargli fuoco ammazzarli a sprangate e tutto il resto – sempre civilmente, eh.

E a Colonia? Continua a leggere