Inciampare nei versi…

Inciampo in due o tre versi, per caso, in una pagina di un sito. Da tanto non succedeva.
Roba seria: è la poesia, con la maiuscola.

E subito ti arriva come un’onda di piena, spazza via la cronachetta terribile di questo tempo di lancinante nazismo perbene, coi bisbigli saccenti di chi si crede diverso e migliore perchè lui sì saprebbe come fare – ma intanto si guarda bene dal fare qualunque cosa. E  ti trascina in un tempo senza tempo, di uomini smisurati con vite maestose e drammi terribili e alzate di spalle, nell’epica nascosta in ogni vita, quella di cercare un senso ogni mattina e alzarsi  anche se non l’hai trovato.

E’ una fuga? Sì, lo è. E’ anche una fuga. In tempi come questi, l’unico mezzo per mantenersi vivi e continuare a sognare, se proprio vogliamo andare a rimestare là in fondo, nello sgabuzzino dove stanno al buio le cose importanti.

Eppure è un miracolo che conosco, che ho vivisezionato, facendomi anche un po’ di male per cercare di andare a vedere come si fa, come funziona. E l’ho sentito, il respiro degli dei, il battito di cuore del mondo, dategli il nome che volete – era lì, dove è sempre stato, calmo e sorridente nel suo sterminato potere silenzioso.

Quando riemergi, ti sembra che solo uomini di un altro mondo e di un altro tempo potrebbero riuscire a riportare indietro quei frammenti brillanti. Quasi non ci credi, che sono persone normali ad averlo fatto. Anzi per qualche frequentazione con la consorteria, puoi affermare: molto meno che normali, a volte.

E mi viene istantaneamente un desiderio larghissimo di fermare tutto, accatastare giù dagli scaffali delle librerie due o tre montagne di roba e aprire a caso, un libro dopo l’altro, e vedere cosa incontro.

New Italian letteratura

Tempo fa ho deciso di cimentarmi senza precauzioni in uno sport estremo, ossia la lettura di un saggio di letteratura contemporanea.

Per fortuna ho massima fiducia nelle capacità e nell’assennatezza dell’autore, un senza nome di diversi anni fa (…”quando la rete era giovane”… 😉 ) che oggi va in giro col nome di Wu Ming 1. Ho letto (un bel po’ di tempo fa, ma riesco a parlarne solo ora…)  il suo saggio/conferenza sul “New Italian Epic”, che potete scaricare qui. E sono colpito.

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