Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

In questo momento medan Tahrir, la piazza della Liberazione al Cairo, è un’esplosione di gioia, di grida, di urla e di rumore inconcepibile. La (magistrale) diretta di al Jazeera porta un esempio eccezionale di cambiamento in tutto il mondo, e segna un punto di non ritorno per tutto il mondo arabo e chissà per chi altro ancora.

In tutto questo, l’itaglia come sempre si guarda l’ombelico dal basso della sua ridicola, vuota autoreferenzialità, e dall’ennesima vergogna di essere il più importante paese occidentale nel mediterraneo, e non avere nemmeno una telecamera al Cairo, avendo in compenso un personaggio al ministero degli esteri che non ha mai detto una parola sensata su un avvenimento che il mediterraneo potrebbe cambiarlo per sempre.

Poi faremo lunghe analisi su cosa succede adesso, su chi e come gestirà la transizione, su come si comporterà l’esercito e su tutto quello che dicevamo ieri.

Adesso voglio riempirmi occhi e orecchie di questa gioia e rivoluzione,  dell’emozione dei commentatori, delle lacrime degli intervistati, che parlano di democrazia e di orgoglio e di dimostrazione data al mondo… delle ragazze che tra i singhiozzi gridano che se questo è possibile, tutto è possibile, e lo gridano a tutto il mondo e viene da piangere pure a me.

E’ un’ondata storica e solo i ciechi imbecilli che comandano in itaglia non l’hanno capito – loro e tutti i loro leccaculi dell’informazione eccetera eccetera che ancora parlano delle loro stronzate senza peso.

Ok e adesso a chi tocca? 😉