Facciamo l’ipotesi, così astrattamente…

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare, in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci).

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Questi cazzo di anni Zero.

Non ce la facevo più, a tenermi il disgusto. E allora ho riaperto la bottega, qui, almeno per far sapere a qualche passante curioso che non a tutti va tutto bene così.
Ricominciamo a parlare, e a parlare a canzoni. Poi vediamo.

Gli anni Zero sono finiti da nemmeno quindici giorni. Per non smentirsi, sul finale ci hanno pure regalato un bel revival di un altro bel decennio, gli 80 dello scorso millennio. Bella merda.
Ieri ero in libreria e mi sono accorto che il corpo in automatico stava a tempo con la canzone che c’era in sottofondo – sai quando certe cose vanno in automatico. Solo che era Self Control di Raf, e non ero preparato a sprofondare di nuovo alle medie, in un corridoio-tunnel piastrellato a soffitto sempre più basso, senza speranze, che sono stati quegli anni.

Allora come dice la canzone, che cosa racconteremo di questi cazzo di anni Zero?
Mi toglie il fiato soprattutto il senso di colpa di non star facendo rumore, di non avere modo di fare rumore.

Adriano Sofri dagli arresti domiciliari fa cover di una delle poesie più serie mai scritte, gli itagliani accolgono il loro sultano inginocchiati davanti alla merce nel centro commerciale di fianco a casa, questo paese fa sempre più pena e sempre più si impettisce come il pelatone, dichiarandosi invece una grande nazione civile, mentre dà gli ultimi ritocchi al suo apartheid, davanti agli agli occhi di tutti.
E nessuno dice un cazzo.

C’è giusto un rumore di fondo, almeno per adesso ancora tollerato, di tutti i bisbiglianti nella rete, come me, che credono di potersi mettere la coscienza a posto scrivendo dieci righe di rivolta. E allora almeno quelle scriviamole.

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nuove tecnologie nella scuola

In un paese dove fanno campagna elettorale sulle tre I “Impresa – Internet – Inglese”, con un livello di provincialismo che mi fa venir male, è chiaro che prima o poi doveva succedere: sbandieratori e trombettieri in azione, ed ecco a voi l’innovazione tecnologica nella scuola.

Ossia, sms per avvisare a casa se il figlio ha bigiato.

Noooo dai, poi ci sarà anche la pagella on-line —
In Itaglia, dove (lo dice il Corriere di oggi) solo il 40% delle famiglie sa utilizzare un collegamento internet…

A parte che questa percentuale mi mette i brividi, a parte che questo continuo riferirsi alle “famiglie” mi fa incazzare sempre di più (ma non erano i cittadini, i soggetti membri dello stato?), qualcuno si è accorto che siamo nel 2009? No, niente da fare, la solita polverosa mania del controllo in salsa “hi-tech” (capirai, un sms…), il solito guardonismo via web, la solita fuffa smerciata per merce di prima scelta grazie alla grancassa della tv.

Italian style, proprio.

Riforma della scuola / 2

Mentre ero in Belgio per lavoro, dai feed di Repubblica.it arrivavano foto e immagini del corteo di piazza Navona a Roma contro la riforma Gelmini, e degli scontri coi fascisti. C’era pure il direttore, il famoso (così lo stanno definendo in questi giorni) estremista-terrorista-bolscevico Curzio Maltese, a vedere coi suoi occhi la ricomparsa dei fascisti all’attacco di un corteo…

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Riforma della scuola / 1

E’ da molto, che penso a come scrivere un post sulla (contro-) riforma della scuola della Gelmini e le manifestazioni collegate; intanto è successo di tutto quindi dai, è ora. Cominciamo dicendo subito un po’ di cose, a costo di prendermi insulti e di essere catalogato come quello che non sono:

La Gelmini è REAZIONARIA, ma gli insegnanti sono CONSERVATORI… agli studenti toccherebbe smascherare queste posizioni e smarcarsi non tanto dai beccamorti dei partiti che impazziscono all’idea di poterci mettere la bandierina, quanto dall’abbraccio mortale di chi da decenni tiene ferma la scuola sempre e comunque. Spero con tutto il cuore che ce la facciano e come sempre, sia chiaro, faccio il tifo per loro con ogni mezzo necessario.

Adesso se vi interessa provo ad argomentare.

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