Sarà dura.

O meglio a sarà dura, come dicono in val Susa da vent’anni: ci aspettano cazzi amarissimi, e se non sono (ancora) visibili a occhio nudo, tanto peggio per noi. E’ ora di prepararsi, temo.

Scontri ad Atene

I nostri indici di borsa, abituati a spostarsi di zerovirgola da anni e anni, da venerdi sono andati giù di botto. Dice, è la speculazione, baby. Inizia a toccare a noi, e quelli che ridevano alla sigla P.I.G.S. adesso hanno già smesso, e cercano di trovare un colpevole in frenetiche riunioni notturne, dove improvvisamente diventano “non più rimandabili” misure drastiche mai discusse pubblicamente. E’ colpa della speculazione. Anzi è colpa dei giudici che si avvicinano a Tremonti. Anzi di Tremonti che dando del cretino a Brunetta fa vacillare anche la sua propria poltrona. Anzi di Berlusconi e basta – che poi è vero, in generale.

Perchè è innegabile che per  vent’anni siamo stati governati da venditori di saponette con l’unica fissa di parare il culo del proprio capo e tenere il proprio al caldo, ad ogni costo, seppellendoci di merda, talmente tanto che non ci ricordiamo più nemmeno come sia fatto un paese normale.

Del resto non si è mai visto che in un paese normale, in momenti come questi, il primo ministro scompaia per preoccuparsi di risolvere il più italiano dei problemi, ossia… come farsi togliere una multa. Che poi nel suo caso sia roba da mezzo miliardo di euro, e che sia l’atteso effetto collaterale di una lunga storia processuale, è ancora meno normale.

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“fa ridere ma è drammatico”

L’omino in campagna elettorale  fa una delle sue battute, stavolta sulle uccisioni dei desaparecidos argentini.
Ridono tutti, eh. Poi forse si accorge di aver esagerato, e butta lì la frase che ho ripreso nel titolo.

(Così per dire, oggi in Argentina hanno convocato il nostro ambasciatore per digli, ma che cazzo di battute fa, quello.
Ma non è di questo che voglio parlare).

“Fa ridere ma è drammatico” è la perfetta sintesi di quello che succede fuori dalle mie finestre. E non è un caso che sia una sintesi coniata dall’omino: l’unico che ha le parole giuste per raccontare questo filmetto di serie Z che è diventata l’Itaglia – sotto la sua trentennale regìa.

Questo paese straborda ignoranza, e come sempre gli ignoranti sono gretti, arroganti e faciloni, carne da cannone di un progetto molto più vasto di loro, che come tanti utili idioti concorrono a potenziare, ampliare, eternare in cambio di qualche po’ di figa alla televisione, occhialoni  e mutandoni firmati, macchinoni comprati coi soldi in nero, e roba del genere – con nessun interesse (non diciamo rispetto, che nessuno sa cosa sia) a un modo di stare insieme che possa costruire qualcosa, dare un senso, buttare un ponte in qualche direzione.

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