Non siam scappati più.

La polizia martella teste di studenti su e giù per l’Italia. Le università sono in fermento, le aule e i rettorati vengono occupati. I migranti salgono sulle gru e sulle ciminiere. La lezione degli operai in lotta (che da mesi hanno preso a salire sui tetti delle loro fabbriche) ancora una volta fa scuola. Ricercatori e studenti universitari salgono sul tetto delle facoltà.

Che anno è? 😀

Di colpo, grattando un po’ più a fondo nella vergogna dell’itaglia di questi anni, ecco a voi la conflittualità.
Non era mai scomparsa, non è mai smessa. Solo veniva scopata sotto al tappeto, nascosta dai telegiornali.

Ancora non l’hanno capito, che c’è la Rete: Adesso state più attenti – perchè ogni cosa è scritta.

Magari è un’aria che dura il tempo di una nevicata – oppure mette radici e resta nella storia, come tante altre fiammate nate per caso nei tempi passati?
Tutti quelli che ancora tifano rivolta sanno la risposta.

Quello che colpisce me, è che solo davanti alla pratica si possono mettere in ordine le teorie. E allora mi ci metto.

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The day after

Il giorno dopo la sentenza sulla “macelleria messicana” alla scuola Diaz di Genova durante il G8 del 2001, io non ho cambiato idea. Anzi sono più convinto di prima. Non mi potevo aspettare altro.

E mi chiedo perchè il presidente del Tribunale invece prima firma la sentenza, e poi sente il bisogno di dichiarare pubblicamente che, insomma, si è fatto quel che si è potuto. Che le prove eran quelle. Che con quelle prove si potevano condannare quelli lì, e basta.

Non dice che comunque le pene sono state ridotte, scontate, diminuite in maniera assurda (alcuni di quei reati prevedono fino a 12 anni, e ne hanno dati 2 o 3…) – e soprattutto non dice il motivo, perchè non si può dire…

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Il fatto non sussiste.

Pensate con calma alla spedizione punitiva alla scuola Diaz di Genova nel 2001: decine di persone innocenti assalite di sopresa e massacrate di botte – decine di ossa,  gambe, braccia, costole rotte – denti spezzati e saltati – pensate ai vostri – traumi cranici ed emorragie interne – ferite alla testa – tracce indelebili a livello psicologico – immaginatevi, a 20 anni, dentro una situazione così – false prove fabbricate ad arte per giustificare l’irruzione a posteriori – un falso accoltellamento inscenato per lo stesso motivo – deportazioni durate per ore e ore senza alcuna giustificazione o appiglio legale – urla e cori fascisti da parte dei “tutori dell’ordine” del nostro paese…

Non è successo niente. Il fatto non sussiste.
Ed era così ovvio, che sarebbe finita così.

Come dice la canzone? Il potere assolve sempre il potere.
Oppure meglio: non siamo mai stati così coglioni / da non sapere che non esistono poteri buoni.

Nella solita, stantìa ripetizione della cultura vera di questo paese di vecchi, fascisti e rincretiniti, i capi sono tutti assolti, perchè sono i capi – e i loro sottoposti, condannati a pene ridicole per poter almeno dire che comunque qualcuno ha pagato; intanto non si faranno nemmeno un giorno di galera.

Cosa credevate?
Davvero pensavate che qualcuno avrebbe pagato?

E per cosa?