la tragedia e la farsa… in piazza

La citazione è famosa, è la vecchia frase di Hegel per cui nella storia le cose si presentano due volte – chiosata da Marx: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.

Poche settimane fa si dibatteva sugli scontri di piazza a Roma il 14 dicembre, chiedendosi quanto fossero stati scelti dai partecipanti, quanto imposti dalla forma stessa della manifestazione dove sono avvenuti, ossia “Il Grande Assedio” come dicevano i WuMing, quanto sovradeterminati dai soliti cattivissimi e inafferrabili membri del Black bloc.

Oggi fuori dalla villa di quello là ad Arcore, ossia a due passi da casa (tanto che ci sono andato in bici) il “popolo viola” (?) ha organizzato una manifestazione. Alle manifestazioni di questo tipo ci vai senza farti troppe domande, basta il fatto di essere “uno in più”… e poi giàssai dall’inizio che se ti dovessi mettere a vedere la “piattaforma” su cui è stata costruita la mobilitazione, staresti sempre a casa. E allora andiamo.

Aiuto.

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a milano la mafia non esiste

Dice l’itaglia, nella figura del suo rappresentante istituzionale a Milano, ossia il Prefetto, che a Milano la mafia non esiste.
Poi gli fan notare che ha esagerato, e allora aggiusta il tiro.

Poi salta fuori che le case popolari di Milano sono in mano a una cricca di personaggi che, in pieno stile mafioso, dispongono a loro piacimento di diritti e perfino di beni pubblici, e organizzano un “racket della casa popolare” usando lo strumento dell’occupazione – cosa che me li rende ancora più odiosi: non è roba loro, e il fatto che metodi e strumenti si siano potuti confondere è uno di quei risultati di metà anni 80 che in pochi hanno notato. Si vede che tra giocare ai pistoleri, schivare l’eroina e mettersi l’orologio sul polsino, in quel periodo si era un po’ tutti distratti.

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