Lo spartiacque.

Prima c’era stato il gran concerto di Manu Chao in piazza Duomo a Milano (mai più niente di simile in quella piazza fino ai giorni di Pisapia, che io mi ricordi…), e prima ancora decine di giornate di preparazione, di autofinanziamento, di organizzazione – tutti andavano a Genova. Tutti quelli che sentivo vicino, tutti quelli con cui mi era capitato fino a quel momento di fare anche brevi pezzi di strada: dai centri sociali agli oratori, dagli scout alle associazioni del consumo critico, dagli insegnanti ai collettivi scolastici, tutti andavano a Genova.

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QUORUM

Ieri sera, dopo venti anni, mi sono trovato a cena coi miei compagni di liceo  (stesso ristorante, stesso giorno: 12 giugno 1991/2011). Dato che questi eventi vanno celebrati, ho preparato un regalo per tutti: una raccolta di “documenti storici”, tra cui il video della cena di 20 anni fa.

Che si apre con una richiesta di dichiarazioni a un mio compagno, oggi direttore d’orchestra di livello internazionale (ieri ci ha chiamato da Londra per salutarci…). E lui ghignando e guardando in camera, dice: “beh, con la schiacciante vittoria dei SI’…”.

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Il fatto non sussiste.

Pensate con calma alla spedizione punitiva alla scuola Diaz di Genova nel 2001: decine di persone innocenti assalite di sopresa e massacrate di botte – decine di ossa,  gambe, braccia, costole rotte – denti spezzati e saltati – pensate ai vostri – traumi cranici ed emorragie interne – ferite alla testa – tracce indelebili a livello psicologico – immaginatevi, a 20 anni, dentro una situazione così – false prove fabbricate ad arte per giustificare l’irruzione a posteriori – un falso accoltellamento inscenato per lo stesso motivo – deportazioni durate per ore e ore senza alcuna giustificazione o appiglio legale – urla e cori fascisti da parte dei “tutori dell’ordine” del nostro paese…

Non è successo niente. Il fatto non sussiste.
Ed era così ovvio, che sarebbe finita così.

Come dice la canzone? Il potere assolve sempre il potere.
Oppure meglio: non siamo mai stati così coglioni / da non sapere che non esistono poteri buoni.

Nella solita, stantìa ripetizione della cultura vera di questo paese di vecchi, fascisti e rincretiniti, i capi sono tutti assolti, perchè sono i capi – e i loro sottoposti, condannati a pene ridicole per poter almeno dire che comunque qualcuno ha pagato; intanto non si faranno nemmeno un giorno di galera.

Cosa credevate?
Davvero pensavate che qualcuno avrebbe pagato?

E per cosa?