iBooks, eBooks, textBooks… e gli insegnanti?

Come prevedibile, l’entrata di Apple nel mercato dei libri di testo e più in generale dei contenuti educational, presentata nel suo evento al Guggenheim della settimana scorsa, ha ri-scatenato il dibattito mai sopito, su come dovrebbe essere la scuola di domani – o meglio di oggi, per i cittadini di domani.

Oddio, forse scatenato è una parola grossa per l’itaglia, che è un paese dove ci sono ancora a piede libero professori di scuola superiore che rivendicano con orgoglio che “io il computer non lo so nemmeno accendere“, e poi si domandano com’è che le loro classi di 17enni non seguono più le loro lezioni (uguali a quelle di venti anni fa) come i 17enni di venti anni fa.

Però tanti nomi “grossi” ne stanno discutendo, e allora anche io, che non sono nessuno, direi la mia.

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Lo spartiacque.

Prima c’era stato il gran concerto di Manu Chao in piazza Duomo a Milano (mai più niente di simile in quella piazza fino ai giorni di Pisapia, che io mi ricordi…), e prima ancora decine di giornate di preparazione, di autofinanziamento, di organizzazione – tutti andavano a Genova. Tutti quelli che sentivo vicino, tutti quelli con cui mi era capitato fino a quel momento di fare anche brevi pezzi di strada: dai centri sociali agli oratori, dagli scout alle associazioni del consumo critico, dagli insegnanti ai collettivi scolastici, tutti andavano a Genova.

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a kebab saved my life

Certe cose mi stringono un po’ il cuore: ad esempio vedere un ragazzo di 24 anni che ragiona e si comporta come un vecchio di 80 – guidato dalla paura del diverso, del non-conosciuto, ormai impermeabile alle novità e alle trasformazioni, al cambiamento che è la vita. A 24 anni, cazzo.

Il sindaco di Ceriano Laghetto ha 24 anni, è il secondo sindaco più giovane d’Italia, ed è salito agli onori della cronaca per l’ennesima, ridicola, inutile ordinanza che vieta nel centro storico (?) di Ceriano, a pochi chilometri da qui, l’apertura di tutta una serie di attività commerciali.

Non lo sapevo, che a Ceriano Laghetto ci fosse l’economia pianificata, come in Unione Sovietica. Pensavo che il PdL che governa lì fosse un accanito fan del liberismo, invece. Ma a quanto pare il libero mercato va bene solo quando si fanno i comizi e le sparate in tv. Per il resto invece, sono vietati sul territorio del soviet di Ceriano esercizi commerciali che offrono telefonate a basso costo verso l’estero (phone centres), trasferimento sicuro di denaro verso paesi extracomunitari (money transfer) e venditori di kebab. Ossia la faticosa economia che sta venendo creata dagli immigrati.

Io ci resto male, per un uso pretestuoso e ideologico delle cose di tutti – e  naturalmente per tutte le altre storture simili che, con i soldi dei contribuenti, permettono a questi personaggi di farsi pubblicità ottenendo risultati ridicoli per quantità e qualità.

Ma stavolta ci resto più male del solito, perchè la prima volta che l’ho mangiato, a me il kebab mi ha salvato la vita.

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New Italian letteratura

Tempo fa ho deciso di cimentarmi senza precauzioni in uno sport estremo, ossia la lettura di un saggio di letteratura contemporanea.

Per fortuna ho massima fiducia nelle capacità e nell’assennatezza dell’autore, un senza nome di diversi anni fa (…”quando la rete era giovane”… 😉 ) che oggi va in giro col nome di Wu Ming 1. Ho letto (un bel po’ di tempo fa, ma riesco a parlarne solo ora…)  il suo saggio/conferenza sul “New Italian Epic”, che potete scaricare qui. E sono colpito.

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