iPad


E’ un oggetto fantastico, come ci ha abituato Apple. E seguendo via twitter (che spettacolo!!!) su engadget.com la presentazione fatta da Steve Jobs (dio mio Steve come hai accusato il colpo… forza tieni duro) c’era da entusiasmarsi per la naturalezza con cui questo attrezzo fa le cose che ormai sono diventate “domestiche” anche nel campo della tecnologia: sfogliare foto, guardare video, navigare il web, inviare e ricevere email senza più nessun legame con fili, postazioni, schermi, tastiere e tutto il resto.

Sarà che io mi ricordo bene come era il mondo quando queste attività erano la massima avanguardia e prima ancora, quando erano un sogno incredibile; sarà che, un milione di passi indietro, anche io ho condiviso la strada di Steve Jobs (e di Woz!) verso una tecnologia che si metta al servizio delle arti liberali (Jobs le ha chiamate proprio così, come in un trattato del 1200!) — sarà soprattutto che sono un rompicoglioni, ma dopo averci dormito sopra, al saldo di tutti i meriti di questo attrezzo, mi vengono più chiari in mente due grossi dubbi.

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Anna Frank, genitori moralisti e deputati leghisti.

Sarà che c’è la campagna elettorale in arrivo, perchè diventa pesante dover giustificare ancora di non aver fatto un cazzo per altri anni (quanti sono, ormai?) sulle famose tematiche dell’autonomia, del federalismo e blablabla; sarà la totale, spaventevole mancanza di ogni barlume di umanità nella loro artificiale, asettica, liscia, morta concezione degli spazi comunitari, che per questi sono solo i fondali di cartapesta degli studi tv del loro padrone, dove ovviamente la vita non esiste; sarà anche un lucido disegno per far filtrare elementi sempre più fascisti nel vuoto pneumatico della “cultura” legaiola — e in certi casi lo è, ma meno di quel che verrebbe da pensare, non sopravvalutiamoli così tanto.

In ogni caso, un deputato leghista, nientemeno, ha accolto le accorate proteste di alcuni genitori delle scuole di Usmate Velate, presentando una interrogazione parlamentare alla ministra per l’Istruzione. Lo scandalo è che i loro figli, alle elementari, hanno letto il diario di Anna Frank – che contiene anche un passaggio in cui la ragazzina dodicenne parla dei suoi organi sessuali, descrivendoli: questo è in grado di “suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Non sarebbe quindi il caso che il ministro intervenga sui soggetti competenti per “proporre programmi e letture più consone all’età degli alunni”?

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nulla dies sine linea?

Ne avrei di cose da scrivere – ogni giorno, a chili. E poi come diceva Virgilio (se mi ricordo bene!), nulla dies sine linea.

Vorrei scrivere su Alda Merini seppellita coi funerali di stato in duomo, dopo essere stata seppellita dallo stato per anni in un manicomio e poi ignorata e sminuita per ancora più anni dai sapientoni della letteratura… penso che se ne sarà fatte, di risate, tra una sigaretta e l’altra.

E vorrei scrivere dei librini PulcinoElefante fatti a mano, che mi hanno fatto inciampare nelle sue poesie, tanti anni fa, scoprendo un mondo di impensata resistenza umana fatto in casa, fatto col cuore.

E poi vorrei scrivere delle mille schifezze che l’itaglia continua ad eruttare – anzi, a ruttare, senza però esplodere mai (come nel film di Monty Python) spargendo ossa e budella dappertutto a parziale risarcimento della vergogna che mi infligge: coi suoi manifesti contro le moschee, con i suoi giovanardi che si permettono di giudicare (in tv ovviamente, come sempre) e condannare a morte postuma Stefano Cucchi, che è morto perchè era un drogato anoressico – e il fatto che possa essere stato ammazzato di botte dai carcerieri è solo un dettaglio tecnico secondario.

Mi schifa non avere nè tempo nè parole, e ritrovarmi con vecchi compagni di vecchie battaglie (perse, come sempre…) a dire che siamo anche stufi di prendere schiaffi gratis, tanto a nessuno interessa più niente.

Mi schifa stare a girare come un criceto nella sua ruotina…
ma sembra che in questi giorni non riesca a fare altrimenti.

Scusatemi.

Abdallah di terra e Abdallah di mare

Avevo libri di fiabe, e vari dischi di fiabe sonore: su 45giri (anzi, 7pollici, come direi adesso con l’esperienza del dj… ), erano quelle con la sigla A mille ce n’è… che è uno dei ricordi più lontani e preziosi, almeno per me.

Su un libro di fiabe illustrato, c’era la storia di Abdallah di terra e Abdallah di mare.

Troppo difficile da leggere, quel nome, per uno che a leggere sta imparando, una lettera alla volta: suona sbagliato, non assomiglia a nessuna parola conosciuta – e infatti anche chi l’ha scritto, oggi quel nome lo scriverebbe diversamente, con la u (Abdullah) che rende meglio il suono che fanno gli arabi quando lo pronunciano.
Ma il suono che fanno gli arabi quando lo pronunciano, in quel tempo lontano non è che l’avessero poi sentito in tanti.

Le illustrazioni me le ricordo: questo Abdallah di terra che era un povero pescatore, e Abdallah di mare che esaudiva i suoi desideri portandogli una dotazione di ogni ben di dio, tra cui mi ricordo di aver fotografato in modo indelebile, con i miei occhi di allora, anche delle perle lucenti.

Della fiaba non so dire più niente, già è strano che in quei tempi di Grimm e Perrault e Andersen, due omonimi arabi si siano infilati tra le pagine di un libro per bambini.

Però oggi so dire un sacco di cose sulla terra e sul mare, sugli arabi che lo attraversano, il mare, sperando disperatamente di raggiungere questa terra – e sulle ricchezze, sui ben di dio che qui ingrassano l’ego di gente che, voglio credere, quella fiaba da bambini non l’ha mai letta, e si vede. E so misurare la distanza in anni luce, da quella fiaba coi nomi strani, da quel disegno con le perle, fino a questo tempo povero, senza fiabe e con un nodo di cose che stanno per succedere e chissà quando scopriremo.

Però sto sulla rete, che è il regno del possibile, e quindi bastano tre parole su google per scoprire che quel libro di fiabe viene venduto, su ebay, e che la versione audio è anche lei in vedita, ma naturalmente e per fortuna anche in condivisione sui circuiti torrent… e che c’è chi l’ha ripresa, la fiaba, illustrandola di nuovo per farmela rileggere. E allora adesso ci vado.

New Italian letteratura

Tempo fa ho deciso di cimentarmi senza precauzioni in uno sport estremo, ossia la lettura di un saggio di letteratura contemporanea.

Per fortuna ho massima fiducia nelle capacità e nell’assennatezza dell’autore, un senza nome di diversi anni fa (…”quando la rete era giovane”… 😉 ) che oggi va in giro col nome di Wu Ming 1. Ho letto (un bel po’ di tempo fa, ma riesco a parlarne solo ora…)  il suo saggio/conferenza sul “New Italian Epic”, che potete scaricare qui. E sono colpito.

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