L’alluvione è colpa nostra.

da IlSole 24 Ore - pubblicità progresso del 1977

Era il 1977, io ero bambino e Pubblicità Progresso faceva uscire questa campagna.

Nel 1970 Genova era già stata colpita da una alluvione tremenda. E poi mi ricordo la Valtellina, nel 1987. E anche Stava, nel 1985 – e del resto se parliamo di dighe e bacini, si comincia col Vajont, ed era il 1963. Ma anche parlando solamente di pioggia e fiumi, nel 1994 mi ricordo del Tanaro e di Alessandria, e poi nel 1998 ci sono stati 160 morti (!) per l’esondazione del Sarno – tra l’altro, fiume più inquinato d’Europa: tutti noi li abbiamo, questi record – in provincia di Salerno. Nel 2002 è capitato direttamente a me, di attraversare la mattina il piccolo ponte sul Lambro di Biassono / San Giorgio per andare a lavorare, e alla sera trovare quello e altri quattro successivi ponti, andando sempre più a nord, chiusi per allagamento – finchè a Carate Brianza la macchina mi ha mollato e mi sono messo in strada a piedi, riuscendo a trovare un passaggio a casa solo una volta arrivato a Triuggio. Nel 2009 un’alluvione ha colpito Messina e in particolare alcune sue frazioni, come  Scaletta Zanclea / Scaletta marina, e anche l’anno scorso, peraltro, Genova è stata allagata. E la settimana scorsa ci sono già stati dei morti nelle Cinque Terre, in provincia di La Spezia – zona già colpita, anche lei, l’anno scorso.

Il periodo più o meno è sempre l’autunno (ottobre/novembre) o la primavera (maggio), la causa ufficiale sono sempre le piogge “straordinarie” e le esondazioni “imprevedibili”. Mai uno stronzo che dica che anche una raffica di condoni edilizi che hanno sanato costruzioni nei letti dei torrenti e dei fiumi, hanno qualche responsabilità. Mai un cretino qualsiasi che racconti che se gli oneri di urbanizzazione sono l’unico modo per i comuni di avere delle entrate dopo la geniale abolizione dell’ICI e i tagli a raffica di questo governo, questo è un gigantesco incentivo a spargere cemento e asfalto – che con l’assorbimento delle piogge non vanno generalmente molto d’accordo. Poi dovremmo parlare anche delle piogge, certo: con il cambiamento climatico che a sentire qualcuno non esiste, ma intanto le precipitazioni negli ultimi 10 anni sono quasi raddoppiate, e se la pioggia aumenta e l’assorbimento del suolo diminuisce, non è che ci voglia un genio della geologia, per capire che le cose non van bene.

Quando qualche estremista dice che bisogna abbattere con la dinamite un po’ di capannoni e palazzoni degli anni 60, beh ha ragione. Quando qualche esagerato dice che prima di costruire case nuove bisogna riempire quelle sfitte, alla peggio anche espropriandole se i proprietari non sanno proprio cosa farsene e le lasciano lì ferme per decenni, è assolutamente giusto.

Ma tanto a noi che ce ne frega. Viviamo nel paese più bello del mondo, no? Cade a pezzi ogni settimana di più, ma tanto a Striscia la notizia ci sono i culi delle veline, e sta roba vecchia degli antichi romani a chi cazzo vuoi che interessi. Casomai la ricostruiamo più antica. Come dissero quelli che bombardavano il ponte di Mostar durante la guerra nei Balcani.

Perchè questa E’ una guerra.
Che ha fatto 4000 morti dagli anni ’60 ad oggi. Senza contare feriti, invalidi, immobili distrutti, terreni rovinati, opere pubbliche da ricostruire e tutto il resto. Ma noi dobbiamo fare le gallerie per l’alta velocità merci in val di Susa (dissestando un’altro po’ di idrogeologia del Piemonte, che è già a rischio per l’80% e passa del suo territorio…). E dobbiamo far lavorare la cricca di Bertolaso. E dobbiamo fare un altro po’ di autostrade, che quelle servono sempre. Eccetera, eccetera.

Quindi è colpa nostra, poche palle. Non “dei politici” – proprio nostra, che li abbiam lasciati fare per tutti questi anni, su questo tema in particolare. Quando le case popolari modello periferia di Novosibirsk sono spuntate intorno a Genova, o Bologna, o Milano, perchè il popolo aveva bisogno di case – e gli han dato casermoni, quartieri di merda senza servizi che di lì a poco sono diventati formicai di zombi sotto eroina. Ovviamente.
Quando vogliamo entrare con l’automobile dentro al posto dove siamo diretti. Quando i trasporti pubblici sono lasciati andare a pezzi, ma si cambia la macchina ogni tre anni per fare i fighi. Non ce ne frega un cazzo. Quindi è colpa nostra.

La madre di tutte le alluvioni è quella di Firenze, del 1966.
Come tutta la roba degli anni 60, è stata “la prima volta”. La prima volta che è successa davanti ai media, la prima volta che si è capito davvero cosa stava succedendo. La prima volta che i giovani, appena inventati, si sono mobilitati.

Io non c’ero, ancora non ero nato; c’era mio papà a spalare coi suoi amici – e tutti quelli che son passati di lì, concordano nel dire che sono stati i discorsi, le amicizie, le rabbie e i contatti allacciati in quel fango, a preparare l’esplosione di rivolte partite due anni dopo in tutta itaglia e andate avanti dritto fino alla fine degli anni 70.

Invece oggi scriviamo su facebook che “si devono vergognare” (chi?), e a posto così.
Vedi che è colpa nostra. Ce lo meritiamo, il fango.

[PS aprìteli, sti cazzo di link, che ho faticato per raccoglierli tutti.]

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One thought on “L’alluvione è colpa nostra.

  1. sono ingegnere idraulico. laurea 1976. specializzazione difesa del suolo. partiamo dal 1966: alluvione disastroso; si nomina la commissione De Marchi, per vedere come è conciata l’Italia; esito 4 o 5 anni più tardi: male. anzi malissimo: si stima servono 10.000 miliardi per riparare i disastri. non si è fatto nulla; meglio gestire le emergenze: arrivano più quattrini e meno controlli. intanto cresce la mala pianta dell’affarismo e quella pure peggiore dell’ignoranza: nei comuni la politica del territorio la fanno i costruttori e i tecnici sono convinti che l’acqua se ne va da sola: non servono pendenze, tombini …………l’acqua scorre e va. dove? nessuno se lo chiede e quando ci viene in casa o allaga la strada appena costruita………pioggia eccezionale! nelle campagne non ci sono più i contadini che tengono in ordine il territorio; i contadini moderni sono essenzialmente hobbisti o abili accaparratori di sovvenzioni; sul territorio non ci stanno; ma i sindaci che intuiscono la necessità di qualcuno che curi i fossi, i muretti ecc. vorrebbero che lo facessero i contadini………ma non capiscono che non ci sono più; intanto in comune non c’è un geologo o un tecnico del territorio. mi è capitato di vedere che in un comune bresciano, per sbaglio, avevano assunto un consulente laureato in ingegneria idraulica e con qualche esperienza sul territorio: aveva cominciato a rilevare tutti i dissesti indotti dagli interventi fatti a capocchia……licenziato: li ci si allaga per pioggerelle irrisorie………comunque eccezionali. mancano i soldi: ma gli stipendi alle migliaia di dipendenti di comuni, province, comunità montane si pagano e si pagano le automobili, e gli immobili e le bollette; per fare nulla perchè non cisono soldi per fare alcunchè.
    è la mentalità che è stata ormai sdoganata: sul territorio non ci sta nessun’amministrazione perchè la manutenzione non serve, ci vogliono interventi multi milionari, solo quelli. allora: le montagne stanno in alto, ma la natura tende a farle scendere a valle; se non ci curiamo di tenerle su, ce le dobbiamo tenere quando vengono nelle ns. città in valle.
    PS: non ho mai trovato lavoro in relazione alla mia laurea: il territorio mica ha bisogno di tecnici.

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