Se si buca il pallone

Sono ateo calcistico, da tanti anni.
Certo se capita qualche bella partita mi diverto a guardarla,  e se vince la nazionale generalmente son contento. Ma la mia vicinanza col pallone finisce qui. E finisce qui per dei motivi che vengono da lontano.

Il mondo giovanile / amatoriale del pallone, dalle mie parti, l’ho quasi sempre trovato insopportabile. Genitori invasati, allenatori e dirigenti che si riempiono la bocca di “ruolo educativo dello sport” e poi seminano nelle teste dei ragazzini soltanto vincere, e vinceremo!,  eccetera. Mentre “il campionato più bello del mondo”… beh, direi che ha dimostrato il suo valore assoluto (ossia senza considerare giocatori e allenatori importati a peso d’oro dall’estero) negli ultimi mondiali: arroganza, vittimismo, guru intoccabili che non fanno più un cazzo da anni, e nessuno spazio per i giovani, se non dopo disfatte epocali. Italian style, te pareva.

A me vedere gli stadi pieni mi fa una bella impressione, tutta quella gente insieme che si scambia energia è una situazione potente, e si sente. Quelli che invece giustificano la merda che si infila in queste situazioni, sottoforma di fascisti sugli spalti e troppo spesso ora pure in campo, dicendo che “lo stadio è lo stadio”, invece mi fanno molto girare i coglioni. Anche la strada è la strada, è semplicemente che i fascisti non li voglio nemmeno annusare. Ma mi fa schifo anche lo stadio virtuale, il calcio che straborda dalla tv ad ogni ora e le partite col pubblico finto per esigenze dello sponsor.

Però non vorrei parlare di questo. Vorrei invece guardare l’ennesima crepa che si sta aprendo nel pallone italiano. Saranno passati cinque anni dalle truffe di Moggi e degli altri di “calciopoli” (che noia poi i giornalisti sportivi del pallone… sono ancora peggio dei giornalisti italiani medi! Ma un po’ di fantasia, nemmeno nei nomi degli scandali?!). Ed eccoci qua, con un ennesimo giro di scommesse e partite truccate. Il primo che mi ricordi è successo, aspetta che controllo su wikipedia… nel 1980. E poi nell’86. E poi e poi. Scandali a getto continuo, se ci pensi.

Ma soprattutto, il vero scandalo del pallone è nella gestione economica delle società, che sono per la maggior parte già fallite tecnicamente, ma siccome non si possono chiudere perchè panem et circenses continua ad essere il primo punto di ogni programma di governo in itaglia – magari con qualche taglio sul panem  – hanno avuto l’incredibile regalo di poter spalmare i loro mostruosi deficit di bilancio su anni e anni. Si sa che in itaglia vincono solo i furbi, mentre anche i più rigorosi fedeli di legge e ordine, davanti al pallone fanno finta di niente… oppure hanno paura dei disordini che i loro amici sugli spalti potrebbero provocare.

Intanto è una cascata, come sempre in questi casi; si parte dai piani più bassi, serie C e serie B – dove hanno già trovato la vittima sacrificale, e ovviamente i boss nazionali fanno quelli che non sapevano niente. Gente che è sospettata di aver drogato i propri compagni di squadra per farli correre meno, fa la figura del  bambinone che però non lo faceva per soldi, piange e se la canta e vedremo cosa tirerà fuori, mentre già di sicuro qualche mamma d’itaglia sarà pronta ad assolverlo con una carezza.

Intanto il sottobosco umano del pallone si sta spaventando, e iniziano a venir giù altri pezzi: e vai con il dentista che parla del commercialista che parla del proprietario dell’agenzia di scommesse… è il bel mondo di quest’itaglia, abiti firmati, macchinoni comprati in contanti, rampanti trafficoni e arraffoni che poi appena li pigli tengono famiglia e vuotano il sacco, però solo dopo aver provato tutti i modi per invalidare l’uso delle intercettazioni telefoniche e aver sparso un po’ di merda sui magistrati, che quello fa sempre bene e poi l’esempio viene dall’alto.

Chi segue le cose col giusto distacco, dice che si sapeva da anni. Ma non mi basta. Con l’età mi devo essere incattivito, e mi sento come le vecchie streghe che ti bucavano il pallone col coltello, se gli davi troppo fastidio. Perchè sono anni, che penso che un po’ di settimane senza pallone sono la condizione base per far scoppiare qualsiasi rivoluzione in itaglia. Andate a casa tutti, dai.

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One thought on “Se si buca il pallone

  1. Avevo in mente di scrivere due righe su questa faccenda… adesso non scriverò una mazza, e metterò un rimando al tuo post, perché condivido perfettamente tutto quanto… e soprattutto le ultime righe! Bellalì, grazie!

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