Io non ridevo

Due anni, sono passati.

Le scosse che aumentano, ma non c’è pericolo.
Poi i morti, il disastro, la tragedia – ma siam qui noi, adesso sistemiamo.
Poi quelli che ridono, quelli che ci mangiano, come al solito, che si tuffano di testa. Ma come vi permettete di mettere in discussione.

E tutto lo schifo, i campi come zone di prigionia, i famosi imprenditori delle famose imprese del famoso cazzo di made in Italy, a spremere soldi dalle tombe con scandali che non ci facciamo mai mancare, ma soprattutto la vergognosa coltre di bugie, sceneggiate, telepromozioni coi caschetti e le maniche rimboccate. Camminando sui morti.

Il gran finale della falsa vita che vive questo paese poi  è appena arrivato, con la farsa a forum, offese gratuite, insinuazioni buttate lì, propaganda spacciata come al solito a piene mani. Che bisogno c’era? Dopo due anni.

Adesso fate silenzio, questa notte.
Non telefonatevi per festeggiare.
Non sgomitate per la telecamera.

Vi colpisca la maledizione che nessuno dei superstiti vi ha mai gridato in faccia, e basti questo, per tutta la vostra razza schifosa.

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