once upon a time.

Si, certo che sono preoccupato per la crisi nucleare in Giappone.
E ovvio, che mi fanno ancora (più) schifo l’omiciattolo e i suoi servi, e i microcefali che ancora li applaudono e li ascoltano.
E certo, che l’intervento militare in Libia sta diventando l’ennesimo tentativo di accaparramento del petrolio versione 2.0, coi bombardamenti pacifisti, i missili intelligenti, le risoluzioni ONU a fisarmonica, fatte per giustificare un po’ il cazzo che si vuole – e noi in ogni caso lasciati fuori dalla porta, perchè tanto con dei pagliacci come i governanti italiani si può fare quel che si vuole.

Però ci sono le stelle stanotte, apro una Guinness e mi siedo in giardino.
E guardo in su, aspiro il profumo di primavera che fa l’aria.

E forse sono anche ottimista, un po’. Con tutto quello che mi aspetta.
Con tutto quello che è passato. Che ho costruito, che ho combinato.

La rete mi butta bella musica stanotte. E un sacco di bei pensieri.
Peccato esser qui da solo, mi mancate.
Parecchio.

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