Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

In questo momento medan Tahrir, la piazza della Liberazione al Cairo, è un’esplosione di gioia, di grida, di urla e di rumore inconcepibile. La (magistrale) diretta di al Jazeera porta un esempio eccezionale di cambiamento in tutto il mondo, e segna un punto di non ritorno per tutto il mondo arabo e chissà per chi altro ancora.

In tutto questo, l’itaglia come sempre si guarda l’ombelico dal basso della sua ridicola, vuota autoreferenzialità, e dall’ennesima vergogna di essere il più importante paese occidentale nel mediterraneo, e non avere nemmeno una telecamera al Cairo, avendo in compenso un personaggio al ministero degli esteri che non ha mai detto una parola sensata su un avvenimento che il mediterraneo potrebbe cambiarlo per sempre.

Poi faremo lunghe analisi su cosa succede adesso, su chi e come gestirà la transizione, su come si comporterà l’esercito e su tutto quello che dicevamo ieri.

Adesso voglio riempirmi occhi e orecchie di questa gioia e rivoluzione,  dell’emozione dei commentatori, delle lacrime degli intervistati, che parlano di democrazia e di orgoglio e di dimostrazione data al mondo… delle ragazze che tra i singhiozzi gridano che se questo è possibile, tutto è possibile, e lo gridano a tutto il mondo e viene da piangere pure a me.

E’ un’ondata storica e solo i ciechi imbecilli che comandano in itaglia non l’hanno capito – loro e tutti i loro leccaculi dell’informazione eccetera eccetera che ancora parlano delle loro stronzate senza peso.

Ok e adesso a chi tocca? 😉

Annunci

4 thoughts on “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

  1. L’unica analisi che il governo italiano, nella persona del ministro Maroni, è stato capace di fare sulle rivolte egiziane e tunisine è stato paventare il rischio di “un’ondata di immigrazione clandestina dal Nord Africa”.
    Il mondo cambia e noi restiamo qui, infognati nella propaganda razzista e nei bordelli del potere.

    Per l’Egitto il passaggio più delicato si apre proprio ora: la democrazia non si fa in un giorno. Però è indubbio che questo sia un momento di vittoria. Spero solo possa portare esempio e un po’ di coraggio in più anche alla nostra sponda del Mediterraneo.

    • In realtà ci sarebbero anche le dichiarazioni di Frattini: sulla sua pagina facebook è rimasto per giorni un testo a sostegno di Mubarak – mentre gli USA e la UE lo scaricavano, lui era a sciare con Tremonti…

      E poi ci sono state le uscite di quello là, in sostegno allo zio della sua amica, “l’uomo più saggio”…

      Sul resto ovviamente son d’accordo e lo scrivevo. Adesso bisogna farsi un sacco di domande e preoccuparsi di aiutare e sostenere l’Egitto in questa fase.

      Ma proprio per questo l’Italia dovrebbe farsi avanti, far pesare il suo ruolo, (ri-)conquistare spazio e riconoscimento nel mediterraneo accreditandosi presso i popoli del maghreb e del medioriente come interlocutore che ascolta le loro nuove (?) istanze. E invece le solite cazzate. Rimpiango tutti, pensa te. D’alema, Fini. Anche i tempi di Craxi eran meglio in queste faccende. E ho detto tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...