la tragedia e la farsa… in piazza

La citazione è famosa, è la vecchia frase di Hegel per cui nella storia le cose si presentano due volte – chiosata da Marx: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.

Poche settimane fa si dibatteva sugli scontri di piazza a Roma il 14 dicembre, chiedendosi quanto fossero stati scelti dai partecipanti, quanto imposti dalla forma stessa della manifestazione dove sono avvenuti, ossia “Il Grande Assedio” come dicevano i WuMing, quanto sovradeterminati dai soliti cattivissimi e inafferrabili membri del Black bloc.

Oggi fuori dalla villa di quello là ad Arcore, ossia a due passi da casa (tanto che ci sono andato in bici) il “popolo viola” (?) ha organizzato una manifestazione. Alle manifestazioni di questo tipo ci vai senza farti troppe domande, basta il fatto di essere “uno in più”… e poi giàssai dall’inizio che se ti dovessi mettere a vedere la “piattaforma” su cui è stata costruita la mobilitazione, staresti sempre a casa. E allora andiamo.

Aiuto.

Da una parte (davanti al parco comunale di villa Borromeo, 500m dall’ingresso della villa di quello là…) c’è il palco ufficiale, dove una ragazza in viola chiama a parlare una serie di nessuni, tra i quali colgo un qualche rappresentante varesino coi capelli grigi lunghi sulle spalle, gridare infervorato che se questo governo toccherà la Costituzione, lui non glielo permetterà anche a costo della vita… (applausi). La ragazza in viola ha una tenuta del palco imbarazzante, da festicciola del peggiore oratorio di paolotti, fa battute che non fanno ridere e grida con tono da pasionaria invasata slogan senza nessuna presa (che infatti nessuno ripete) tra cui un ansimante e spaventevole reeeee-si-steeeen-zaaaaa che, se fossi un partigiano, mi farebbe salire sul palco a prenderla a schiaffi. Tra una “testimonianza” e l’altra, ammuffita e ruffiana musica di movimento di dieci anni fa, tipo “Il Presidente” dei Modena city ramblers prima che si decidessero a cacciare Cisco, e ragazzine che cantano a memoria sentendosi molto comuniste. Tutto intorno, bandiere del PMLI e i soliti testimoni-di-Geova-comunisti che cercano di vendere le solite riviste con articoli sulla crisi agricola nelle steppe del kirghizistan eccetera.

Provo a spostarmi. Al centro (ovviamente…) incontro una folla di cinquanta-sessantenni con cartelli fatti a mano, tutti trasudanti indignazione per la “mignottocrazia” e  per il fatto che quello là si scopa le ragazzine. Giuste (forse) preoccupazioni di genitori con figlie in età da bunga bunga, ma se io fossi in loro, nel caso mi preoccuperei di più delle figlie… Continuo a pensare che il problema non siano le orge, in ogni caso. Ma il fatto che quelle zoccole poi me le trovo in consiglio regionale o in parlamento per i loro… meriti. Qui comunque siamo in zona “remore morali” – e quindi spostiamoci, andiamo avanti.

Più a sinistra, all’imbocco di via San Martino, c’è la gente di 30-40 anni, quelli con gli striscioni, le maschere di V for Vendetta, i pagliacci sui trampoli… cioè qua c’è la manifestazione vera e si percepisce. Sullo sfondo si vede il cancello della villa di quello là, presidiato dalla scorta, e poi 500 metri di terra di nessuno, quattro blindati, un cordone di carabinieri con lo scudo – saranno venti in tutto. Hanno chiamato all’assedio? Come tanti ormai credo che non funzioni ma… ok qui siamo in pieno frame “Grande Assedio”. Però venti caramba son troppo pochi. Questa manifestazione non fa nemmeno un minimo paura. Quindi la sensazione che non serva a un cazzo aumenta. Ma insomma, facciamo presenza.

Menzione speciale ai pochi amici trovati con gli slogan giusti, e a quelli a passeggio con le bambole gonfiabili come palloni. Ma è una noia, me ne vado.
Mentre esco dallo spezzone a sinistra, sento cori “corteo – corteo!” e vedo qualche faccia nota farsi largo verso le prime file.

Arrivato a casa, vedo su Repubblica.it notizie di scontri (…ellamadonna!) che poi nelle foto si concretizzano in un paio di persone per terra (…ma è arrivata anche la polizia!), e a quanto dice radiopopolare, da identificazioni di un po’ di gente, ma al ritorno, sulla strada per la stazione. Gli organizzatori che fanno? Si dissociano. Esprimendo solidarietà al “carabiniere ferito”. Con cosa, non si capisce, tra l’altro, ma vabeh. Che bellezza.

Al netto di questa scenetta, a cosa è servito questo pomeriggio? Cosa è arrivato? Un cazzo di niente. Ecco perchè quello là non perderà mai.

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9 thoughts on “la tragedia e la farsa… in piazza

  1. Grazie della tua testimonianza, conferma la sensazione che ho da un po` su questo “popolo viola” e piu` in generale su un certo modo di fare opposizione che non serve a nulla.. come leggevo oggi su twitter (ma non riesco a recuperare il tweet per citarlo come si deve): in Egitto lanciano sassi e qui mutande, ognuno ha quel che si merita!

  2. Pingback: Tweets that mention la tragedia e la farsa… in piazza « Voglio vivere come se… -- Topsy.com

  3. Gran bell’articolo complimenti! Io l’unica cosa che ho da dire è che non arriva un cazzo di niente anche perchè siamo in clima da grande fratello, oggi mi sono girato quasi tutti i telegiornali e le poche informazioni erano quasi tutte sullo sbirro ferito… ma le motivazioni e la gente che c’era è stata presentata come un contorno fuori fuoco, senza importanza. Come del resto l’attacco a governo.it che se ne è parlato per dire che la polizia postale è stata brava. Veramente è uno schifo che parla di schifo a un popolo di menefreghisti ignoranti.

  4. @ mr. B
    Onestamente che i media siano pilotati non è una grande novità. Me lo aspetto. E a dirla tutta, proprio perchè me lo aspetto, eviterei di dargli in pasto ghiotte occasioni di disinformacjia giocando a guardie e ladri… ma invece proverei a inventare altre formule. E guarda che sto parlando, al di là degli scontri, di tutta la giornata di ieri e di come è stata gestita.

    Si potrebbe pure estendere il discorso all’attacco a governo.it – un ddos (far cadere il sito) ormai è una cosa che san fare in tantissimi, ma…che effetto fa?

    Capisco ovviamente l’ansia di dire “basta” in ogni occasione possibile, ma secondo me fare le cose a cazzo di cane non paga mai.

  5. Pingback: Egitto 5 Italia 0 « Sweepsy's Blog

  6. E se la prossima volta si provasse a parlare con i poliziotti? Questi qua sono costretti a fare la guardia, non allo stato, ma a un vecchio che paga le minorenni, le maggiorenni e i parlamentari per farsi i comodi suoi. Questi si prendono uno stipendio da fame (la disoccupazione gli ha dato un bel mestiere, come si diceva una volta) per farsi sputare addosso, mentre delle prostitute si fanno pagare l’alloggio e i vizi da quello che loro sono lì a difendere. Secondo me, non vanno a casa contenti. So che ci sono sempre le memorie delle bastonate ricevute, ma la fantasia è una necessità per chi non ha manganelli.

    • Guarda, il dialogo con le forze dell’ordine ormai durante le manifestazioni sembrerebbe la norma, a quanto ne so. Nella mia esperienza personale si parla con la Digos e i rapporti sono improntati generalmente alla collaborazione. Non so nel caso specifico, o in altre occasioni in cui ci sono stati scontri, se cio` sia avvenuto, ma credo di si. Ad ogni modo, sono perfettamente d’accordo sul bisogno di fantasia, ma e` qualcosa che andrebbe fatto a monte. Il movimento studentesco negli ultimi mesi ha dato esempi eccezionali in questo senso. Poi pero` c’e` il fatto che le lotte sembrano non giungere a nulla, ma questo non e` esattamente vero.

  7. Credo che Gio intendesse il parlare coi poliziotti più per convincerli che stanno difendendo un personaggio indifendibile… ma alcuni lo sanno e lo dicono da un po’, altri sono talmente invasati che hanno smesso di usare il cervello da un tot… e soprattutto se c’è odore di cani sciolti e di disorganizzazione, per questi invasati si svolta la domenica, quando riescono a mazzulare qualche “comunista”… :/

    Per quel che diceva sweepsy, la gestione dell’ordine di piazza si concorda se c’è qualcuno che la concorda. Se chi ha convocato la manifestazione (che è ovviamente l’interlocutore di digos ecc) passa il tempo a prendersela coi manifestanti che vogliono muoversi… con chi parla la digos? Infatti Mascia del popolo viola è sotto attacco da un sacco di gente dopo gli arresti e i processi per direttissima dei due ragazzi. Eppure lo sbaglio iniziale è stato suo, chissà se lo ammetterà mai: guardate il manifesto di convocazione.. non è un corteo di gente che preme sul cancello della villa, quello? che fai tiri il sasso e poi nascondi la mano? mah…

    • I poliziotti fanno il loro mestiere (lungi da me difenderli) e piu` di una volta anche loro sono scesi a manifestare contro il governo. Non so come si possa tentare di coinvolgerli o “passare dall’altra parte”, certo sarebbe un segnale forte. Ad ogni modo confermo, la fantasia e` la nostra arma. anche se non si puo` negare la possibilita` di violenza in certe situazioni.

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