Il problema non è la caduta. Ma l’atterraggio.

Diciamo subito una cosa dopo i fatti di Roma oggi pomeriggio: gli scontri, la strada “militare” se volete, sono un’opzione. Farà impressione dirlo, e non è una strada che mi interessi, ma da sempre è stata una strada: anzi, la più facile e la più battuta. Però più che per altre strade, serve sapere dove si sta andando. Perchè ci si fa del male, a fare gli scontri, si perde sostegno da alcune parti e lo si guadagna forse da altre, ci si ferisce, si finisce fermati o arrestati, poi si innesca la solita spirale repressiva che colpisce a caso tutti gli altri, eccetera eccetera. Insomma proprio tutto già visto. Eppure siamo sempre qua. Siamo sempre a Münster come è raccontata in Q, o più semplicemente a Genova dopo aver raccolto Carlo Giuliani dall’asfalto. Non si riesce proprio, a immaginarsi un altro film? Da quell’asfalto, dicevamo, dobbiamo ripartire. Ma non restarci inchiodati, a cercar di pareggiare il conto, a cantare una canzone che ha 40 anni e li dimostra tutti, dicevamo. Anche stavolta qualcosa di nuovo già si poteva vedere, ma invece poi non si esce dalla ruota del criceto. It’s a rat race, per essere fedeli al nostro titolo, e tirare in mezzo una canzone.

Perchè le velleità di cento, o di mille cattivissimi che spaccano le vetrine e incendiano i cassonetti, io le posso capire. Le trovo terribilmente demodè, consunte, vuote, e quindi non le giustifico, ma credo di capire da dove possano venire. Però farsi scudo con centomila inconsapevoli, non mi piace. E non mi piace l’inconsapevolezza, nemmeno. Mille cattivissimi si possono circondare e randellare. Oppure si possono imitare, ma bisogna averlo deciso. Fare a cazzo, non serve a nessuno.

E’ la strada più facile, e infatti si è imboccata tante volte. Ma ci sarebbe proprio bisogno di immaginarsene un’altra.
Ma siccome tutto serve, forse la giornata di oggi servirà a provarci con più convinzione. O forse no.

Intanto adesso ci sono tot ragazzi in stato di fermo, e una montagna di biasimo e di condanne durissime da spazzar via. Il problema non è la caduta. Ma l’atterraggio.

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One thought on “Il problema non è la caduta. Ma l’atterraggio.

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