Non siam scappati più.

La polizia martella teste di studenti su e giù per l’Italia. Le università sono in fermento, le aule e i rettorati vengono occupati. I migranti salgono sulle gru e sulle ciminiere. La lezione degli operai in lotta (che da mesi hanno preso a salire sui tetti delle loro fabbriche) ancora una volta fa scuola. Ricercatori e studenti universitari salgono sul tetto delle facoltà.

Che anno è? 😀

Di colpo, grattando un po’ più a fondo nella vergogna dell’itaglia di questi anni, ecco a voi la conflittualità.
Non era mai scomparsa, non è mai smessa. Solo veniva scopata sotto al tappeto, nascosta dai telegiornali.

Ancora non l’hanno capito, che c’è la Rete: Adesso state più attenti – perchè ogni cosa è scritta.

Magari è un’aria che dura il tempo di una nevicata – oppure mette radici e resta nella storia, come tante altre fiammate nate per caso nei tempi passati?
Tutti quelli che ancora tifano rivolta sanno la risposta.

Quello che colpisce me, è che solo davanti alla pratica si possono mettere in ordine le teorie. E allora mi ci metto.

Sono anni che ci ripetiamo che ogni ciclo riparte da dove era arrivato il precedente. Beh ci siamo lasciati con un morto sull’asfalto a Genova, le torture cilene a Bolzaneto e i massacri della scuola Diaz. Fino a lì c’era arrivato un movimento globale, senza confini, padrone dei media. C’è voluta la peggiore repressione mai vista in itaglia, per spegnerlo.

E allora vedere gli striscioni pendere da alcuni  dei principali monumenti italiani, o i ragazzi in piazza di Spagna coi cartelli in italiano e in inglese, è un buon inizio. Vedere che in due giorni il tiro si è alzato, da una riforma da non votare, a un governo da far cadere, è un buon segno. E vedere la polizia che manganella a tutto spiano, anche. O li spaventano a morte entro natale, oppure.

Oppure come nella vecchia, stravecchia canzone che ha 42 anni e li dimostra tutti… ad un certo punto si smette di scappare, ci si ferma e ci si gira.
E da lì, al di là delle gelmine, dei governi che cadono o stanno in equilibrio, dei fini e dei loro casini, da lì può ricominciare qualcosa. Staremo a vedere.

 

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3 thoughts on “Non siam scappati più.

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