un formicolio globale da cui non prescindere?

Da diversi giorni mi giro in testa questa domanda: come si fa a non prescindere dall’incredibile, ricchissimo, formidabile contributo di conoscenza, di ragionamento, di approfondimento che oggi è  quella zona di espressione (niente affatto virtuale, perchè popolata di persone vivissime!) che viene chiamata blogosfera?

E però dall’altra parte, molto concretamente… come si fa a starle dietro?

Stavo leggendo su GIAP dei sempre ottimi WuMing questo post sugli scontri prima della partita Italia – Serbia. Il post, ma soprattutto i commenti, a parte i soliti esibizionisti e mitomani da web, mi hanno lasciato a bocca aperta riga dopo riga, per la profondità delle questioni che venivano toccate e  affrontate, per le argomentazioni, per la capacità di analisi. Quando pensi che la rete sia diventata solo facebook, un giro su un blog così è aria di montagna, garantito.

Ma ad un certo punto mi ha preso una vertigine: ho pensato che questo era un dibattito suscitato da un post in un blog. E qui i numeri vanno moltiplicati per un numero di zeri da spavento.

Cosa c’è, lì sotto? Cosa dice tutta questa gente? Quanti passaggi imprescindibili, quante elaborazioni luminose vengono fatte lì  dentro – sia chiaro, in mezzo a un mare di cazzate e di chiacchiere come rumore di fondo?

Non so se ci sono filosofi che hanno mai studiato questa domanda – forse è troppo presto. E io non ho tempo, in questo momento della mia vita, nemmeno per chiederlo a Google.

La comunità dei sapienti, gli Intellettuali, fino a non molti anni fa era composta da un numero concepibile di persone, che in gran parte si conoscevano (e si detestavano, mediamente) almeno per quel che scrivevano gli uni degli altri, in una produzione di scritti che avevano come pubblico loro stessi, i loro studenti in università (spesso per obbligo…) e pochi altri.

Adesso che chiunque può farsi leggere, certo la quantità di merda è aumentata esponenzialmente. Ma lì in mezzo ci sono fiori preziosi e il solo pensiero di non conoscerne l’esistenza, di non riuscire a trovarli mi fa diventar matto.

Sono curioso di sapere se qualcuno ha dei contributi o dei rimandi, su questo argomento.
Alla fine si parla di noi tutti qua dentro.

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2 thoughts on “un formicolio globale da cui non prescindere?

  1. L’invenzione della stampa a caratteri mobili ( Johann Gutenberg 1450) costituisce una delle più grandi invenzioni dell’umanesimo europeo. La diffusione dei libri aumento’ esponenzialmente negli anni seguenti e complice anche l’inizio del Protestantesivo, si accese la reazione della Chiesa cattolica romana per restaurare l’antico controllo della diffusione delle idee. Infatti, nel 1558 venne pubblicato il primo index librorum proibitorum voluto dal Pontefice Paolo IV,per condannare vari libri (incluse traduzioni non autorizzate della Bibbia) e riprendere la possibilità di controllare l’informazione e la circolazione delle notizie.

    Il libero accesso alla cultura sembra rappresentare la minaccia di un’autonomia del giudizio, e questo tema resterà costante dall’Umanesimo fino ai giorni nostri. La rete ha ulteriormente ampliato la possibilita’ di leggere notizie inizialmente fornita dalla stampa. Oggi ciascuno di noi non solo puo’ leggere un libro o una notizia sul giornale , ma puo’ anche commentare e produrre materiali che altri protranno leggere e condividere. Si moltiplicano cosi’ le possibilita’ di essere lettori e scrittori, di denunciare implicitamente o esplicitamente un qualcosa, aprire nuovi orizzonti di verità.

    Viene da sé che non tutti gli scritti sono uguali e che non tutti sono in grado di aprire un mondo agli occhi del lettore. E poi non basta la semplice lettura per comprendere i significati profondi di un testo, non si nasce lettori, come non si nasce scrittori. Per concludere , come diceva Hermann Hesse “Imparare a leggere, nel più alto senso della parola, non si potrà mai sui giornali e nemmeno su quel che ci capita in mano della letteratura contemporanea, ma solo sui capolavori. I quali, a volte, hanno un sapore meno dolce e meno piccante delle letture di moda.
    Vogliono essere presi sul serio, vogliono essere conquistati… se vogliamo che i capolavori dimostrino a noi quello che valgono, tocca a noi dimostrare loro ciò che valiamo”.

    A questo punto la domanda si sposta su cosa sono i capolavori, quali sono i “classici” da cui leggendo si impara a leggere (e anche a scrivere)? Di nuovo la rete delle amicizie, il passaparola viene in aiuto: e in questo modo internet completa la sua missione di mettere in contatto le persone che si scambiano notizie, commenti sulle letture meravigliose o da evitare. Coloro che ricercano, approfondiscono e vogliono di dimostrare quello che valgono attraverso il confronto delle idee (e non dei muscoli e della forza) in passato si tramandavano la conoscenza attraverso i secoli : oggi grazie a Internet si puo’ finalmente restare in contatto anche attraverso lo spazio e senza limiti di tempo.

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