è solo un po’ di nebbia, che annuncia il sole…

Sulle meraviglie d’itaglia ho scritto moltissimo, e da tempi non sospetti – per quanto possibile, almeno. E ogni volta, giuro e spergiuro che qui dovrei scrivere solo di cose serie, tipo amore morte musica illuminazioni viaggi libri vertigini artistiche e altra minuteria simile.

Ma poi non ce la faccio: l’esigenza di avere, almeno, detto la mia su quello che sta succedendo fuori dalla finestra arriva e sopravanza tutto.E’ chiaro, per puro lavaggio delle mani e della coscienza, ma è comunque troppo impellente per  sottrarmi.

E allora daje, ci siete riusciti: cari i miei 25 lettori, oggi parlo di intercettazioni, legge bavaglio e tutto il resto.

Però cominciamo dall’inizio: e l’inizio è che l’informazione, in itaglia, è una merda totale, asservita, arretrata, incapace, ignorante tanto quanto la borghesia più ignorante d’europa (cit) a cui si rivolge – perchè tanto la plebaglia che dovrebbe portare il glorioso nome di popolo, ha abdicato da troppo tempo all’uso del cervello per poter contare qualcosa in questo discorso.

E per di più l’informazione è piena di saccenza, supponenza, di quel merdoso “lei non sa chi sono io” che è il marchio di fabbrica dei radical-chic che ad un certo punto della loro vita si sono creduti di sinistra, mentre invece erano solo i soliti fighetti con un po’ di potere in mano e lo scrupolo di non farsi vedere troppo quando ci giocavano. Fortuna che poi in tanti sono tornati sui loro passi anche apertamente, e anzi vantandosene pure: e adesso sono fascisti come prima, ma almeno lo dicono.

E’ chiaro il concetto? Non prendiamoci in giro: non avete mai avuto voci potenti, nè lingue allenate a battere il tamburo. Più che altro, ovviamente le vostre lingue erano allenate a leccare culi di qualsivoglia provenienza. Compresa, quella della ridicola consorteria che dovrebbe rappresentare la parte sana (?) di questo paese. E adesso, professionisti dell’informazione, volete sostegno. Ma certo.

Però quello che ci ha sempre salvato dalla distruzione mediante pioggia di fuoco, a noialtri in itaglia, è l’incredibile fatto che inspiegabilmente, nascoste nelle cantine e nelle pieghe della società, delle persone giuste ci sono. E denunciano gli scandali dietro la diga del Vajont, e la strage di stato, e le bombe fasciste, e i tentativi di golpe, e le logge massoniche segrete, e i servizi segreti deviati, e le vergogne di Gladio, e le infiltrazioni dello stato nella lotta armata, e le relazioni pericolose tra potere e mafie, e l’inquinamento selvaggio, e la speculazione edilizia, e la diffusione a pioggia delle droghe pesanti, e la distruzione delle libertà civili (compresa, cari amici, anche la libertà di informazione, che ha cominciato a morire definitivamente con la legge Mammì nel 1993… ma eravamo molto in pochi a raccogliere le firme e fare campagna per il referendum, e quasi tutti voi non c’eravate di sicuro), e il dilagare delle tangenti, e il consolidamento di una economia a controllo mafioso, e l’apartheid che prende piede, e la resistibile ascesa di un maneggione con troppi soldi non suoi in tasca, e la distruzione fisica manu militari, a mazzate, delle opposizioni più rumorose e animose, e la occupazione da parte del resistibile e del suo clan di amici degli amici di ogni ambito di potere in questa bella itaglia, fino a trasformare un terremoto con morti e distruzioni in una occasione per fare passerella, e soldi, naturalmente. Ma questa gente, queste persone giuste, cari direttori e firme prestigiose delle testate che oggi si stracciano le vesti, non siete voi.

A voi non vi sono mai venuti a prendere i poliziotti in passamontagna mentre dormivate in sacco a pelo in una scuola, per deportarvi per due giorni e due notti in una caserma e torturarvi. Non vi hanno mai rapito durante il sequestro di Aldo Moro e poi ammazzato di botte simulando, per finire in gloria, un vostro coinvolgimento in un attentato alla ferrovia.

Di tutto quello che ho sintetizzato, della vera storia di 50 anni d’itaglia condensata in poche righe, quanto è uscito sui vostri gloriosi organi di informazione al momento buono? dove cazzo siete stati finora?

E anche ora, dove cazzo siete?

Tutti nascosti dietro ai pochissimi che hanno almeno una mezza idea di cosa voglia dire fare il vostro mestiere. Perchè purtroppo l’itaglia è cattolica nell’anima, e per ogni schiera di preti pedofili e maneggioni, c’è sempre un santino di san Francesco da tirar fuori per lavarsi la coscienza.

E’ sempre il solito problema, ed è sempre la solita strategia: i tentativi di introdurre leggi (ancora più) repressive e reazionarie, in itaglia, sono sempre travestiti da tentativi di riformare settori marciti e incancreniti di questo bel paese: la scuola, l’università, la magistratura, l’informazione in itaglia sono una merda. E se non partiamo da qui non andremo da nessuna parte.

Adesso dovrebbe cominciare la pars construens di questo post, in cui formulare proposte, auspìci e progetti di ripresa. Ma la pars construens possono essere solo le notizie che ancora riescono ad arrivare, grazie ai soliti noti e ai soliti media. Che difficilmente, e solo in piccola parte, sono i grandi nomi che oggi pontificano sulla libertà di stampa. Occhio ai link, quindi.

Perchè io ci sono riuscito, a sapere che il capo dei reparti operativi speciali dei Carabinieri, generale Ganzer, è stato condannato per una fila di reati da fare invidia a un boss mafioso (tra cui la creazione di una propria rete di produzione e spaccio di cocaina… forse per auto-finanziamento delle indagini, come dichiararono un tempo suoi colleghi sorpresi in faccende analoghe a Genova, se non ricordo male). E vedo anche (strofinandomi gli occhi… perchè quasi non ci credo) che è tornato a trovarci Flavio Carboni, a suo tempo responsabile di aver arricchito la lingua italiana con la nuova parola faccendiere grazie a spericolate acrobazie. Vedo che ormai le mafie controllano direttamente la politica e l’economia anche al nord, e che naturalmente tout se tient perchè da qualche parte dovrebbe esistere una loggia “P3” dove tutta questa bella gente (e un sacco di altra) se la canta e se la suona: e naturalmente – come pensare altrimenti – il cantante che tiene banco più di tutti indovinate un po’ chi sarà.

Non serve nemmeno dirlo, da queste parti,che bisogna mobilitarsi contro il vergognoso stato dell’informazione in itaglia, dire ad alta voce che anche all’ONU fa impressione quello che sta succedendo in materia di nuove regolazioni dell’informazione, e tutto il resto. E’ evidente almeno agli occhi nostri. E la preoccupazione è tanta, lo scenario è grave, il piano di rinascita democratica ormai quasi interamente realizzato, le peggiori paranoie di qualche anno fa ormai abbondantemente superate.

Ma insisterei su una cosa:  ogni volta che incontrate uno che fa informazione, fategli un culo così. Perchè la prima responsabilità di tutto sta lì. Nell’aver troppo a lungo fatto l’occhiolino agli amici “giusti”, ed evitato (che sbadati…) di denunciare alcuni aspetti, di sputazzare alcune facce, di incazzarsi per l’inconcepibile schifo che è la vita pubblica e privata di questo paese.

Vi supplico di essere sempre indignati, diceva Martin Luther King. Io posso solo citarlo, e domandarmi se sono io che esagero, o se veramente l’overdose di vuoto che è stata riversata nei cervelli di questo paese in maniera sistematica, dagli anni 80 fino a oggi, dai famosi media, dalla famosa pubblicità, dalla famosissima moda, ha vinto e noi possiamo giusto impararci a memoria un po’ di cose e nasconderci nei boschi fino a quando sarà il momento (?) di tramandarle a qualcuno a cui incredibilmente torneranno ad interessare.

Perchè se andiamo avanti così, andiamo a sbattere e ci faremo parecchio male. E non possiamo in nessun modo aspettarci alcunchè da chi ha tenuto il sacco a questa merda – al massimo li sentiremo dire al mozzo di bordo: signor mozzo, io non vedo niente…

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2 thoughts on “è solo un po’ di nebbia, che annuncia il sole…

  1. Caro Michele, ti leggo sempre volontieri e non faccio altro che annuire ed essere orgoglioso di avere, fra i pochi amici rimasti, tutti cervelli pensanti. È sempre difficile per me aggiungere qualcosa di valore ai tuoi pezzi, perché hanno già una loro illuminata completezza. Finisco per mantenere la mia indignazione, come appunto insegnava King e come tu mi ricordi. Ti dò ragione, e ti ringrazio.

    Un abbraccio,
    Riccardo

    • E io che volontieri mi metterei nella tua prospettiva, invece ti chiederei se puoi di raccontare come ci si vede da lì. Perchè è proprio ogni volta che me ne vado per un po’, che poi quando torno mi assale il giramento di palle a turboelica…

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