processi brevi

Partiamo dal dato di fatto: non esiste, che un processo di primo grado duri quanto dura in itaglia.

Adesso poi tireranno fuori statistiche comparative per dire che no ma invece eppure. Però lo sapete tutti, che è una vergogna nazionale non riuscire ad avere un colpevole (e ancora peggio… a scagionare un innocente!!!) in tempi umani; perchè ti rovina la vita, perchè ti brucia i soldi, perchè è un marchio che ti resta in fronte, perchè ti fa terra bruciata intorno, tu sei per tutti e per tutto il tempo “quello che ha fatto quella cosa” – specie se poi finisci a tiro dei media, che loro il processo te lo fanno in tre minuti e ti condannano a cinquemila anni più le spese senza speranza di appello o revisione.

Inoltre in questo povero paese, la magistratura è sempre stata usata come braccio armato: c’è tanta di quella gente finita in galera per teoremi, spiate vere o presunte, leggi speciali che più speciali di così si muore – e infatti – , che a me non mi è mai riuscito di fare il tifo per i giudici, nemmeno quando facevano loro a colpi di arresti quello che le opposizioni parlamentari della prima repubblica non sono mai riuscite a fare coi voti e con le elezioni, ossia un repulisti dei tangentari incalliti che si sono demoliti e mangiati l’itaglia per decenni.

Insomma anche a costo di far incazzare qualche amico che esercita la nobile professione, i giudici per me continuano a essere quelli che mandano in galera chi dicono loro, e in generale a me questa cosa non mi piace tanto. Poi naturalmente ci sono le nobili eccezioni: di solito finite tutte ammazzate con grande odore di collusione dello stato. E così poi di conseguenza in galera ci finisce solo chi non ha agganci, conoscenze, cultura, e soprattutto soldi per pagarsi un avvocato come si deve – tutti gli altri hanno a disposizione una infinità di trucchi, giochetti, lungaggini e giri in giro per pararsi le chiappe, anche approfittando della totale disorganizzazione di tribunali e dintorni, di archivi, di segreterie e cancellerie (che cosa cancellino, poi, non si è mai saputo – a me verrebbe da dire le prove, visto quante ne sono sparite…) che ancora di più di scuole ed ospedali, sono il vero indice di quanto l’itaglia sia un paese del terzo mondo travestito da g8.

Dunque la giustizia in itaglia è una vergogna – se guardi bene, non ti sembra veramente interessante che in questo paese sia proprio la giustizia a fare schifo più di tutto?

E allora è da trent’anni che sento parlare di riforma della giustizia – esattamente come di riforma della scuola: e ogni volta tutti, con in testa ogni volta gli operatori del settore, a fare le barricate. Allora ditelo – quanti sono tra quei barricaderi quelli che hanno, semplicemente, paura di finire come tutti a lavorare con dei ritmi seri (cioè da massacro, sia chiaro) e una produttività adeguata al tempo in cui siamo? E magari pure con lo spauracchio di un calcio in culo se le cose non girano come dovevano?

Mi piacerebbe, una riforma della giustizia così. Tutti nello stesso tritacarne. Benvenuti nel mondo, e adesso al lavoro.
Sai che roba? evasione fiscale che scompare, abusi edilizi che spariscono, truffe e malversazioni in via d’estinzione…

Invece in itaglia cosa fanno?
Una legge che dice che tutti i processi devono durare tot in primo grado, tot in appello e tot in cassazione, con tre o quattro fasce di durata diverse a seconda della gravità della pena richiesta. Senza togliere o sistemare niente di quello che però li fa durare come l’antico testamento.  Senza spendere un soldo per sistemare i tribunali. Senza mettere i giudici nelle condizioni di starci dentro (e obbligare quelli che non sono capaci ad andare a fare i bidelli). Senza cambiare le modalità con cui questi giudici sono selezionati e monitorati durante il loro lavoro.

Risultato: i processi dureranno sempre come adesso, ossia mezza giornata quelli dei poveri cristi, e un tot di anni quelli di chi se lo può permettere. Così chi se lo può permettere sarà assolto per decorrenza dei termini. E siccome tra chi se lo può permettere ovviamente c’è il loro principale, sono tutti lì che applaudono impettiti parlando di giustizia e libertà.

Tutti gli altri che-se -lo-possono-permettere che usciranno dai processi freschi come una rosa, non sono un loro problema; che vuoi  che gliene freghi a questi, dell’assoluzione dei padroni della Thyssen Krupp che fan morire gli operai per risparmiare sulle manutenzioni, o di quegli altri che li hanno fatti ammalare di cancro per non spendere in prevenzione – o anche, dato che gli operai non fanno audience, semplicemente di tutti i risparmiatori lasciati in mutande dai grandi manager dei bond Parmalat?

Del resto, operai, risparmiatori dei bond Parmalat e tutto il resto li hanno eletti, questi, e li applaudono festanti ad ogni scorreggia che fanno. E allora mi unisco all’applauso.

Bravi, bravi.
Ne riparliamo tra un po’.

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