Anna Frank, genitori moralisti e deputati leghisti.

Sarà che c’è la campagna elettorale in arrivo, perchè diventa pesante dover giustificare ancora di non aver fatto un cazzo per altri anni (quanti sono, ormai?) sulle famose tematiche dell’autonomia, del federalismo e blablabla; sarà la totale, spaventevole mancanza di ogni barlume di umanità nella loro artificiale, asettica, liscia, morta concezione degli spazi comunitari, che per questi sono solo i fondali di cartapesta degli studi tv del loro padrone, dove ovviamente la vita non esiste; sarà anche un lucido disegno per far filtrare elementi sempre più fascisti nel vuoto pneumatico della “cultura” legaiola — e in certi casi lo è, ma meno di quel che verrebbe da pensare, non sopravvalutiamoli così tanto.

In ogni caso, un deputato leghista, nientemeno, ha accolto le accorate proteste di alcuni genitori delle scuole di Usmate Velate, presentando una interrogazione parlamentare alla ministra per l’Istruzione. Lo scandalo è che i loro figli, alle elementari, hanno letto il diario di Anna Frank – che contiene anche un passaggio in cui la ragazzina dodicenne parla dei suoi organi sessuali, descrivendoli: questo è in grado di “suscitare inevitabilmente turbamento in bambini della scuola elementare”. Non sarebbe quindi il caso che il ministro intervenga sui soggetti competenti per “proporre programmi e letture più consone all’età degli alunni”?

Il deputato si chiama Paolo Grimoldi, monzese trentaquattrenne, “Diploma di liceo scientifico; Imprenditore del settore della moda” come dice il sito della Camera, dove si può anche seguire dettagliatamente il suo impegno nell’amministrazione del nostro Paese, fino alla sua ultima importante proposta di legge ( del 10 giugno 2008….) per depenalizzare gli spray urticanti antiaggressione. Si tratta di un rappresentante di spicco del Movimento Giovani Padani, quelli che riempiono di scritte deliranti i muri e i ponti del nord Italia – mentre i loro capi fanno le campagne contro la spray art dei writers. Il resto cercàtelo su Google.

Io sono stato alla casa di Anna Frank ad Amsterdam circa una decina di giorni fa. Ho ancora ben impresso in mente il senso tremendo di tragedia, di ineluttabilità, che ho provato camminando in quelle stanzine oscurate, dove hanno vissuto murate vive per due anni due intere famiglie. Ho digerito a fatica il nodo di pena e di commozione, quando nella camera di Anna ho visto le foto e i ritagli di giornale che lei ha appeso ai muri per rendere un po’ meno pesante la sua permanenza nel rifugio. Ho sbarrato gli occhi stupito ascoltando nelle videointerviste dell’ultima sala, la testimonianza di una sua amica che l’ha incontrata nel campo di concentramento un paio di volte (stavano in settori diversi) ed è riuscita anche a farle avere un po’ di cibo, per poi perdere del tutto le sue tracce. Come se non bastasse, Miep Gies, l’ultima sopravvissuta tra i colleghi del padre di Anna, che organizzarono e sostennero la loro latitanza nel nascondiglio, è appena morta all’età di 100 anni. E’ stata lei a riuscire a salvare il diario dalle SS che scoprirono e deportarono tutti.

Perchè, davanti a queste enormità della storia, io debba perdere sonno e salute sulle idiozie di Usmate Velate, è già una bella domanda. Come sia possibile che dei genitori interpellino un deputato perchè i loro figli hanno letto a scuola il diario di Anna Frank, è una domanda mastodontica; come sia possibile che di tutta la tragedia e la storia non riescano a vedere altro che la trave nel loro occhio, questi ferventi moralisti di una morale che non esiste, è quello che mi rivolta lo stomaco. Anna Frank aveva 12 anni, i loro figli ne hanno 10 sessant’anni dopo, ma cosa credono, che una cosa come quella che scrive Anna possa turbarli per davvero? C’è una unica possibilità che voglio considerare: che nessun genitore abbia mai fatto niente per spiegare ai figli cosa hanno in mezzo alle gambe e a cosa serve (ma tanto a 10 anni ci sono già arrivati da soli), ma allora sono questi genitori ad aver bisogno di una interrogazione parlamentare. Ma questa interrogazione, leggetela bene, cosa chiede? Di far leggere qualcos’altro. Ecco il punto.

Invece applausi, a chi ancora rischia e fa leggere a bambini di 10 anni un libro scritto da una loro coetanea, che racconta apertamente e chiaramente cosa è successo in Europa, sotto il nazismo.

In tutto questo, il nodo perverso tra moralismo di chissà quale morale (cattolica? del solito cattolicesimo retrivo che esprime un cristianesimo che non esiste?), tutela di una qualche imprecisata identità, e morte sociale come progetto politico di questa gente, io continuo a vederceli. E  continuo drammaticamente a non vedere invece da parte di quell’altra gente, uno straccio di reazione come si deve.

Per questo mi vien da chiedere, ma quando ci andiamo, fuori dalla scuola di Usmate Velate?

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One thought on “Anna Frank, genitori moralisti e deputati leghisti.

  1. Condividiamo in pieno quello che tu scrivi. E’ semplicemente folle la situazione in cui ci siamo ridotti in Italia, dove siamo costretti a vedere costantemente offese la democrazia, la cultura, l’umanità e ogni più fondamentale valore civile, da un gruppo di ignoranti, razzisti e prepotenti, che utilizzano il patrimonio pubblico come una vacca da mungere, pronti a obbedire ai comandi del loro padrone. E’ difficile trovare aggettivi per un così evidente vuoto morale. Mette rabbia pensare che la cultura di questo Paese, spinta sempre più verso un revisionismo strumentale al potere, sia nelle mani di personaggi di un livello così infimo (dal capo fino all’ultimo esecutore). E sconcerta verificare ogni giorno come quelli che avrebbero il titolo ed il dovere di opporsi nelle sedi istituzionali (dal Parlamento in giù), continuino a non muovere un dito.

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