Rudra Bianzino (e suo papà Aldo…).

Metti che sei un falegname, un po’ fricchettone magari – uno che aveva 20 anni negli anni 80 in Italia, insomma una storia di tanti:  o camicia bianca e orologio sul polsino, o spade in vena, o la faticosa strada per essere te stesso, con la libertà che diminuisce sempre di più e la vita che non ci vuol credere.

[Aldo Bianzino]

Metti che metti su famiglia, hai quasi 45 anni, un figlio, abiti in campagna, in provincia di Perugia, e in questa campagna tu e tua moglie ci piantate la marijuana – mica per farci smercio e traffici internazionali, eh – solo per potervela fumare senza dare soldi ai trafficanti medesimi.

Non sta bene, non si fa, non è nemmeno legale.

Eh già, c’è gente che da… da sempre, che io mi ricordi, fa casino per legalizzare l’uso personale della marijuana – ma in questo paese oggi non si può, comunque.

Quindi prima o poi ti beccano – perchè sono queste le cose su cui spendere soldi in indagini e appostamenti – e ti arrivano in casa, coperti dalla legislazione anti-droga assimilata all’anti-terrorismo, ti pigliano e ti portano in galera.

E tu, metti che sei un falegname un po’ fricchettone, che avevi 20 anni negli anni 80 in Italia… probabilmente la polizia non ti sta troppo simpatica, dopo quello che gli hai visto fare in questo paese, fin da quando eri un ragazzino.  Magari gli rispondi male, chi lo sa. Magari li mandi pure affanculo, chi può dirlo. Anche se hai i dreadlocks, hai fama di essere un pacifista nonviolento gandhiano, fai meditazione indiana… magari ti danno tanto addosso che qualcosa ti scappa.

E poi ti trovano la mattina dopo, in cella, morto.

Questa è la storia di Aldo Bianzino, morto in carcere a Perugia il 14 ottobre 2007. Suo fratello ha scritto una lettera a Napolitano che magari volete leggere.

Sua moglie era sul palco del secondo Vday di Beppe Grillo, ma era malata – in attesa di un trapianto di fegato. Non ce l’ha fatta, è morta qualche settimana fa.

Ora Rudra, il figlio di questa coppia, rimane da solo davanti all’incombenza di processi civili e penali, affidamento, completamento degli studi.

C’è un appello per raccogliere fondi:

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3 thoughts on “Rudra Bianzino (e suo papà Aldo…).

  1. Pingback: Salvate Berlusconi. Niki Aprile Gatti, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Rudra Bianzino e tutti gli altri si fottano. | Doxalog

  2. Una festa e un concerto per raccogliere fondi a favore di Rudra Bianzino.

    Il 19 dicembre 2009 a Pianello di Cagli, la band i Gato Negro in collaborazione con l’associazione Proloco Pianello organizza un concerto per raccogliere fondi per aiutare il giovane Rudra Bianzino e suo zio Ernesto Radici.
    Rudra, un ragazzo di 16 anni, fino a poco più di due anni fa viveva nella campagna tra Pianello e Pietralunga con la sua famiglia composta da lui, sua madre Roberta, suo padre Aldo e la nonna materna.
    Il padre Aldo è morto in modo a dir poco misterioso, dopo un giorno di carcere a Perugia dove era stato portato il 14 ottobre 2007 insieme alla moglie perché aveva nel suo orto alcune piante di marijuana per uso personale.
    Dopo la morte di Aldo, Roberta ha iniziato una battaglia per trovare la verità sulla morte di suo marito spendendo tutte le sue energie fino a quando non è morta il 15 giugno 2009. Nel frattempo è scomparsa anche la nonna ultranovantenne e Rudra è rimasto solo con lo zio Ernesto che lo ha raggiunto lasciando il suo lavoro in Germania.
    Rudra oggi continua ad andare a scuola alzandosi prestissimo al mattino, lo zio che ha la sua tutela, sta cercando un’occupazione per continuare ad aiutarlo, al momento vivono tra molte difficoltà aiutati dalla solidarietà dei vicini anche perché i soldi che generosamente sono stati donati grazie all’iniziativa degli amici di Beppe Grillo possono essere usati solo per spese mediche, per lo studio e per spese legali.
    Diverse organizzazioni si sono mosse a sostegno di Rudra e c’è stata una buona risposta da parte della gente, noi ci aggiungiamo a chi ha già dato sostegno e vogliamo far sentire la nostra. vicinanza e portare a conoscenza del caso tanta gente che vive nelle stesse campagne e non sapeva o non sa ancora nulla della triste storia di questa famiglia.
    E’ stato triste per noi venire a conoscenza di un fatto successo a pochi kilometri di distanza solo attraverso la televisione e questo ci ha fatto riflettere sulle reali distanze di questa società e sul fatto che troppo spesso capita di non sapere che proprio vicino a noi c’è chi vive in grosse difficoltà ed è ancora più grave se ci sono dei minori a soffrire.
    Per Questo quanto si riuscirà a raccogliere nella festa del 19 dicembre sarà dato direttamente ad Ernesto in modo da poter fornire un aiuto immediato per poter far fronte alle esigenze quotidiane e magari passare un Natale più sereno anche con un piccolo regalo.
    Alla serata saranno presenti Rudra ed Ernesto e saranno invitate anche le autorità locali alle quali si chiede un gesto di solidarietà, ma soprattutto sono invitati gli amici i paesani e quanti vogliono essere presenti a questa festa dei Gato Negro ed essere vicini a Rudra.

    L’iniziativa ha avuto il patrocinio dei comuni di Cagli, Cantiano e Pietralunga, delle comunità montane del Catria e Nerone e Alta Tevere Umbro, della provincia di Pesaro e Urbino

    I Gato Negro, Proloco Pianello, gli amici di Rudra Bianzino.

  3. Mi dispiace aver visto e pubblicato questo commento solo dopo che l’appuntamento era passato. Sono stato lontano da questo blog per un po’, ma ora conto di fare diversamente. Spero che ci siano altre occasioni per dare un po’ di risonanza a cose giuste e doverose come quelle segnalate.

    Sono molto fiero invece delle decine e decine di visite che questa pagina continua ad avere.

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