io vi vedo ancora come allora…

L’avessi avuta in mente, quando serviva…

E’ una diversità dovuta a una questione genetica o una ragione di etica, non di politica o di musica, è la solita storia succube di una drammatica semplicità che la complica e tramuta in una realtà comica…quelli come me non dimenticano da dove vengono e se cadono poi si riprendono e riconoscono l’errore, pagando quello che c’hanno da pagare, aspettando il tempo per potersela sciallare, e quindi pago e resto all’occhio, risuonando i sentimenti a orecchio, guardo il tipo nello specchio, ed esce un uomo che non cresce o un bambino nato vecchio…

[…] Alla mia gente interessa il pane, non tanto la gloria, ora esclude in quanto é stata esclusa da quelli come te che ora invadono la nostra storia, viziati come l’aria, in una stanza chiusa. A noi non interessa un audience elitaria, l’intellettuale adolescente e la sua boria, vogliamo la vittoria. Perché per noi era tempo di bilanci familiari mai precisi, di crisi, di sogni uccisi quando vi guardavamo sfotterci coi vostri sorrisi, le mode da narcisi, vestiti e panni lisi – io vi vedo ancora come allora, tutti precisi e decisi a degustare il boom dei vostri giorni easy…

Tipa non c’é via d’uscita, io corro in salita in questa strada dove tu sei in gita  fingendo di giocare una partita, ma é vera vita. E qui ti batto io la stecca e stai punita: sei un cantante pop che fa l’impegnato e sei riciclato, una signora borghese che per noia si dà al volontariato, torna a fare l’anglo-teenager, tutta oasis e blur, goditi la tua gold-car, fai la star con gli occhiali scuri e il foulard, sono lontano anni-luce da te, io sono il funky+tarro, eterno outsider.

[…] Io credo in una scala di ideali ordinata, credo che un’ignoranza pura valga più di una cultura filtrata, credo che bisogna stare con i propri simili e non ai tuoi “problemi irrisolvibili” ma riducibili a semplici capricci da bambini, credo che la strada per te sia oltre confini invalicabili. Sei solo l’accessorio nel camerino di una band, l’hit-parade della lista dei tuoi ex-boyfriend, porti musicisti alternativi di cui sei friend al lago nel weekend e per magia anche Che Guevara mi diventa un trend…beh…sdegno, tristezza sound, fai la musicologa con i Duran Duran come background, corri verso nessun luogo come su un tapis roulant e ne molli uno per averne due ma non è la reclame del Dixan, e stringi relazioni di cellophane solo con chi con il tuo ego enorme fa pandant…

La mia roba ti fa gola ma non c’hai la scuola, la strada non s’impara ospitando randagi fra le lenzuola, mamy t’ha lasciato una sedia nel talk-show dei mass-media, attricetta saccente da licenza media, popolare fra i falsi perché i simili si pigliano, macchietta da tragicommedia per quelli che mi rassomigliano.

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