New Italian letteratura

Tempo fa ho deciso di cimentarmi senza precauzioni in uno sport estremo, ossia la lettura di un saggio di letteratura contemporanea.

Per fortuna ho massima fiducia nelle capacità e nell’assennatezza dell’autore, un senza nome di diversi anni fa (…”quando la rete era giovane”… 😉 ) che oggi va in giro col nome di Wu Ming 1. Ho letto (un bel po’ di tempo fa, ma riesco a parlarne solo ora…)  il suo saggio/conferenza sul “New Italian Epic”, che potete scaricare qui. E sono colpito.

A vincere la repulsione per la muffa che purtroppo spesso circonda i dibattiti culturali italiani, e farmi andare a fondo nella lettura, c’è il fatto che gran parte dei romanzi italiani citati nel saggio, sono libri che ho letto e apprezzato negli ultimi mesi e anni: La Banda Bellini, I Viaggi di Mel, In ogni caso nessun rimorso, Noi saremo tutto, L’ottava vibrazione, e tutte le opere di Evangelisti e degli stessi Wu Ming, oltre ad una serie di titoli che sono nella lista delle cose da leggere prima o poi.

Oltre a scoprire un filo conduttore che forse si intuiva appena, tra tanti libri che mi hanno “chiamato”, naturalmente a colpirmi sono i termini del dibattito e la sua proliferazione (e il fatto che scateni come sempre i flames di un sacco di omiciattoli, dai…!). A partire da Carmilla, formicola nella blogosfera come succedeva nelle riviste del secolo scorso, un dibattito, un prender posizione, un voler integrare e meglio illuminare, che di solito succede solo quando qualcuno ci ha preso.

Di tutte le caratteristiche individuate, e più o meno approfonditamente analizzate, da WM1 nel saggio, ce ne sono un paio che mi sembrano assolutamente centrali almeno nella mia esperienza di lettore. Una è quella che fa riferimento alla sincronia di questi scritti; nel giro di poco tempo, si sono accumulati punti di vista diversi, ma mai in conflitto, sulla stessa storia o meglio sulle stesse porzioni di storia. Il fatto poi che si tratti spesso di porzioni di storia o sovraesposte e mummificate dalle retoriche di regime (come nel caso del Risorgimento), o sotterrate e dimenticate per convenienza di tutti (come nel caso delle nostre “avventure coloniali”) rende tutto ancora più interessante.

Senza dimenticare che in questi anni di globalizzazione ormai accettata e anzi quasi data per scontata, vederne i riflessi (e gli effetti!) in tempi e luoghi lontani da noi, dove però si muovono protagonisti “nostri” (sia perchè legati in vario modo all’Itaglia, sia semplicemente perchè è quasi automatico assumerne il punto di vista, almeno in quanto ho letto finora…), è una esperienza di liberazione, per cui l’incazzatura che sale spontanea per i fatti del tempo che fu, si cristallizza istantaneamente al rendersi conto che oggi è uguale o peggio, e di solito proprio per diretta discendenza da quei fatti.

La cosa più sana però, almeno per quanto mi riguarda, è che si tratta di letture piacevoli; l’attitudine popular di cui tutti questi testi fanno uso li rende, prima di tutto, dei bei libri – e sembrerà una banalità, ma è il motivo per cui uno li compra e si mette a leggerli, e arriva alla fine assorbito e attirato dal racconto che fanno. L’itaglia, da regno dell’ignoranza qual’è, non riesce a concepire che qualcosa di intellettualmente rilevante possa anche essere divertente, anzi ci hanno frantumato i coglioni per anni, tutti gli avanguardisti del bel paese, con robaccia indigeribile ma proprio per quello dotata di patente rivoluzionaria… mbè, sticazzi, i libri si comprano per leggerli e si leggono per piacere, e tutto il resto non mi interessa.

Applausi a scena aperta a WM1 per aver puntato il riflettore che ha illuminato (quasi direi, stanato!) tanto fermento nei sotterranei della nostra letteratura, e soprattutto dateci dentro perchè c’è un sacco di bella roba da leggere!

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One thought on “New Italian letteratura

  1. “i libri si comprano per leggerli e si leggono per piacere, e tutto il resto non mi interessa”.

    🙂 Bravo. Concordo appieno, come sai già.
    Lea

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