ArciGay… ma chi sei!?

La condizione delle persone omosessuali (mi fa schifo la sigla LGBT) in questo paese è disastrosa da sempre. Si sa che col Vaticano in casa, difficilmente potrebbe essere altrimenti – sebbene poi, il Vaticano e i suoi ministri con l’omosessualità abbiano parecchio a che fare — ma questa come si sa è un’altra storia, di quelle da non raccontare.

Non ho mai avuto nessun problema a relazionarmi con persone omosessuali, da diversi compagni e compagne di università, a colleghi di lavoro, a amici di vecchia data che improvvisamente si sono scoperti “dell’altra sponda”, come ci siamo detti ridendo.

gay pride

Eppure non riesco a sopportare il movimento gay organizzato, arcigay e altri gruppetti sparsi. Non sopporto la loro irrinunciabile tendenza ad autoghettizzarsi con posizioni fin dall’inizio non sostenibili, e poi a piangere perchè hanno perso per colpa della società italiana reazionaria ecc. ecc. — come se non si sapesse dall’inizio, in che razza di società ci troviamo e quanto sia dura dover mediare e ingoiare rospi. Non sopporto vederli fare grandi dichiarazioni sul bisogno di superare divisioni culturali e sociali, e poi continuare a farsi separatamente i propri festival cinematografici  e culturali – è un po’ il destino del femminismo della separazione o come si chiama, non è proprio roba che io riesca a digerire.

Quello che più di tutto non sopporto, è sentir gridare appelli alla libertà di espressione (sacrosanta!) per difendere manifestazioni come i gay prides (non ci sono mai andato e non so se ci andrei, ma hanno tutto il diritto di esistere!), e poi usare tutta la propria ammanicata influenza politico-economica per azzittire le espressioni sgradite di altri.

Non è perchè siamo tutti buoni e dobbiamo volerci bene, ma anzi perchè o si assume il proprio essere nel giusto, che implica un onesta accettazione della possibilità di azzittire le altre parti (per dire, un nazi lo schiferò sempre e comunque) MA QUINDI aspettandosi che anche dall’altra parte si faccia altrettanto (e, sempre nell’esempio, quando mai i nazi han fatto diversamente!), oppure seppure non si vuole affatto bene agli altri, si accetta che si possano esprimere coi loro contenuti sgradevoli, per poter affermare il pari diritto di esprimere i propri nei loro confronti.

Il movimento gay organizzato, da un po’ ha in piedi una fastidiosa crociata contro gli artisti giamaicani, nati nei ghetti di un paese del terzo mondo (potete immaginare il loro livello culturale), nati in una cultura di derivazione africana (potete immaginare il loro livello di machismo e affermazione della sessualità maschile),  nati in una ex-colonia inglese dove tuttora l’omosessualità è un reato penale: potete insomma immaginare cosa dicano e cantino dell’omosessualità. Questa crociata, peraltro importata in modo caciarone scimmiottando gruppi inglesi con qualche motivo in più di far casino su questo tema,  mi colpisce direttamente e me la piglio addosso io, che con tanti altri da anni devo sopportarla.

Quello che invece mi lascia a bocca aperta è una notizia di oggi: già si minaccia il boicottaggio in grande stile a Sanremo, perchè nell’elenco dei titoli (?) delle canzoni ce n’è una che fa “Luca era gay” — commento di ArciGay: “sembra già non lasciare dubbi sul tema trattato e sulle posizioni dell’autore”.

Da un titolo?!?! Che perspicacia!
Infatti non è così, c’è il dente avvelentato: si continua richiamando un’intervista dell’autore della canzone (Povia, quello dei bambini che fanno oooh) a Panorama, in cui il personaggio faceva dichiarazioni che lasciavano intendere una sua posizione poco simpatica sull’omosessualità: “Gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti. Anche io ho avuto una fase gay, è durata sette mesi e poi l’ho superata. E ho anche convertito due miei amici che credevano di essere gay e invece adesso sono sposati”.

Questa dichiarazione, che ammmè me pare na strunzata dato anche che non voglio convertire nessuno a niente (anzi!), dall’Arcigay invece subito viene individuata come spia dell’adesione di Povia alle teorie reazionarie del solito invasato ultracristiano americano, con tutto un teorema costruito sopra, e appunto minacce finali di boicottaggi, contestazioni e casino a non finire contro questa insopportabile affermazione.

Ma non è che i problemi delle persone omosessuali in Italia sono altri?
Ma non è che il modo (perdonatemi ma… un po’ da checca isterica) di reagire davanti a cose del genere potrebbe essere un po’ più serio? Magari almeno aspettando di leggere il testo, di sta canzone incriminata!?

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One thought on “ArciGay… ma chi sei!?

  1. Non si che condividere la tua analisi, anzi io penso addirittura che il movimento gay sia cascato in pieno nella strategia pubblicitaria che hanno organizzato, se proprio volevano potevano semplicemente esprimere le loro perplessità circa ii titolo della canzone e le vecchie dichiarazioni del cantante; invece si sono gettati in una crociata gay (che sappiano benissimo non funzionano mai) minacciando addirittura censura e boicottaggi, quando è palese che una canzone apertamente omofoba non avrebbe mai passato il vaglio della commissione

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