Pata Pata

C’è stato un tempo, nemmeno tanti anni fa, in cui l’Africa era proprio lontana…

C’era l’apartheid, in Africa. Il razzismo legalizzato, la segregazione razziale. Il mondo occidentale libero e democratico boicottava il Sud Africa per questo – e poi però comprava diamanti ed oro di nascosto, perchè va bene tutto, ma i soldi son soldi…

In quegli anni lì, Nelson Mandela non era un icona che girava il mondo facendo discorsi, ma un galeotto imprigionato in isolamento e accusato di essere a capo di un gruppo rivoluzionario (anche) armato. E Peter Gabriel cantava a pugno alzato la storia di Steven Biko, compagno di partito di Mandela finito morto ammazzato di botte dopo un (ennesimo) arresto della polizia sudafricana. E i Simple Minds, pure loro, aspettavano il giorno in cui Mandela sarebbe stato liberato: il Mandela Day. Ed Eddy Grant mi metteva nelle orecchie uno dei primi reggae “dancehall”, della nuova generazione, chiedendo al governo di Johannesbourg di dare un po’ di speranza ai neri. E Johnny Clegg, coi suoi Savuka, era uno dei pochi bianchi sudafricani a suonare contro il regime, insieme ai neri, la musica dei neri.

Io avevo una maglietta nera con scritto STOP APARTHEID in bianco, ed era in assoluto la mia prima maglietta militante (la prima di una serie lunghissima…).

Prima dei Live Aid, prima della globalizzazione, della rete, del G8.
La musica con fatica portava messaggi, raccontava storie, muoveva persone, faceva incontrare e riconoscere i semi di una tribù seppellita che stava per sbocciare.

E dietro a tutti, prima di tutti, c’era Miriam Makeba.
Esiliata da casa sua negli anni 60. Per qualche anno, moglie della Pantera Nera Stokely Carmichael. Bandiera mondiale dei movimenti contro l’apartheid, di tutti quelli che anche solo confusamente pensavano ad uno sviluppo diverso e rispettoso di quello che, ancora senza finti pudori, si chiamava allora Terzo Mondo.

Miriam Makeba è morta stanotte a Castel Volturno, come è capitato a tanti africani negli anni, da quelle parti. Come, pochi anni dopo le storie che stavo raccontando, successe al suo compatriota Jerry Masslo… di cui nessuno si ricorda più. E’ morta dopo il concerto che ha voluto fare, lei insieme ad altri, a sostegno di Roberto Saviano, della lotta contro la camorra che è anche lotta contro il razzismo e lo sfruttamento degli immigrati, come tutti sanno ma si rifiutano di ammettere.

Miriam Makeba è morta dopo aver cantato un’ultima volta una canzone che racconta di una cosa da niente: di un ballo, che si fa nelle periferie di Johannesbourg, e che si chiama Pata Pata…

– cose minime, che mettono insieme le persone.

Annunci

2 thoughts on “Pata Pata

  1. Ciao, sono Anna
    volevo sapere se posso usare le tue parole per inserirle in uno spettacolo sul sud del mondo. Citandoti,naturalmente se mi dici come ti chiami.
    Mi farebbe davvero piacere
    L

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...