Riforma della scuola / 1

E’ da molto, che penso a come scrivere un post sulla (contro-) riforma della scuola della Gelmini e le manifestazioni collegate; intanto è successo di tutto quindi dai, è ora. Cominciamo dicendo subito un po’ di cose, a costo di prendermi insulti e di essere catalogato come quello che non sono:

La Gelmini è REAZIONARIA, ma gli insegnanti sono CONSERVATORI… agli studenti toccherebbe smascherare queste posizioni e smarcarsi non tanto dai beccamorti dei partiti che impazziscono all’idea di poterci mettere la bandierina, quanto dall’abbraccio mortale di chi da decenni tiene ferma la scuola sempre e comunque. Spero con tutto il cuore che ce la facciano e come sempre, sia chiaro, faccio il tifo per loro con ogni mezzo necessario.

Adesso se vi interessa provo ad argomentare.

nella scuola italiana “primaria” (ossia le materne ed elementari) sono state miracolosamente ottenute nei decenni passati delle innovazioni che non hanno mai smesso di essere una spina nel fianco per i conservatori di questo paese; te credo, venivano direttamente dai movimenti degli anni 70, quelli per dire che nella mia scuola elementare avevano auto-organizzato un doposcuola pomeridiano gratuito (dentro scuola!) gestito su base volontaria da insegnanti e studenti universitari… puro fumo negli occhi per i ciellini, ad esempio, che propugnavano l’educazione dei figli fatta IN CASA, naturalmente dalle madri che dovevano stare pure loro in casa e mica andare in giro a far casino. Adesso che questi comandano, è ovvio che siamo alla resa dei conti. Le proposte della Gelmini in questo senso sono REAZIONARIE, e a farmelo dire non è tanto il ritorno del grembiule (che magari può essere un utile freno alla gara delle griffes sui vestiti dei bambini di otto anni — anche se ovviamente il ministro e i suoi lo intenderanno più in senso di divisa-dei-balilla…) quanto ovviamente il taglio delle ore che, seppur non direttamente, porterà nella pratica alla cancellazione o al ridimensionamento del tempo pieno, e il conseguente ritorno al maestro unico, un tuffo all’indietro, ad una visione della realtà di tipo littorio in cui uno solo (maschio, tra l’altro… mentre le maestre son tutte donne – ma perchè si continua a parlare di maestrO unicO??!) ti dice come è il mondo e tu annuisci: la complessità, la molteplicità, la globalità che i bambini di oggi respirano nella loro vita viene abolita per decreto, e dato il funzionamento dello stesso decreto, si condanna gran parte di questi bambini a rimanere vittima di maestre che non hanno affatto le competenze trasversali richieste e che quindi non saranno in grado di insegnare bene informatica, inglese, matematica, italiano ecc… perchè non sono aggiornate e in gran parte non sentono nemmeno il bisogno di aggiornarsi: da questo punto di vista cominciamo a parlare degli insegnanti come un soggetto CONSERVATORE – che è sempre meglio di reazionario, ma che comunque non è roba utile al nostro paese.

nella scuola italiana “secondaria” (ossia medie e superiori) tutti sanno che praticamente tutto quello che non funziona (tranne insomma i problemi strutturali, degli edifici scolastici ecc) è legato agli insegnanti, qui EVIDENTEMENTE conservatori, anche perchè ampiamente costituiti da una generazione di signore cinquanta-sessantenni e più, che hanno trovato comodo ai tempi un tranquillo lavoro part-time dopo la laurea, non hanno mai avuto in generale alcun interesse a sviluppare una qualunque competenza “di aula” e quindi in sostanza non sanno insegnare nè tenere una classe, non hanno mai e poi mai considerato di potersi dare un aggiornamento anche semplicemente tecnico e quindi sono fuori dal mondo, scollegati dalla rete, lontani dagli strumenti che i loro alunni usano quotidianamente ecc ecc — a fronte di questi, le persone competenti, motivate ma soprattutto consapevoli dell’importanza sociale del loro lavoro al punto di metterci di tasca propria tempo e soldi per colmare quei vuoti di formazione e aggiornamento che (ingiustamente) nessuno ha organizzato per loro ecc. sono una sparuta, microscopica MINORANZA, in gran parte di 30-40enni condannati (dall’inamovibilità degli altri!) ad essere precari a vita, a cui va tutto il mio infinito rispetto e la mia gratitudine, ma che però viene sistematicamente usata come scudo da parte dei troppi altri e che quindi dovrebbe cominciare a farsi sentire in questo senso. Da questo punto di vista, mi sembra inconcepibile che non uno ma TRE diversi progetti di riforma scolastica in 10 anni siano stati bocciati, sempre dagli insegnanti; certo qualcuno è preoccupato della qualità della didattica ecc ma sono più che certo che il problema della maggior parte del corpo docente italiano sia mantenere il proprio lavoro così come è sempre stato… alla faccia di tutto e di tutti.

l’autonomia scolastica e i “prèsidi – manager” potevano anche essere una buona idea, ma non si può fare i manager se non si hanno i soldi, prima di tutto, e le competenze. E i prèsidi nella quasi totalità dei casi non hanno nessuna delle due cose, quindi… un’occasione sprecata, e un’altro settore della scuola da rimettere a posto completamente.

non credo mai all’efficacia di alcuna protesta scolastica che veda studenti e insegnanti/presidi insieme e dalla stessa parte; sarò all’antica, ma mi viene in mente subito il vecchio Dario Fo: “Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il padrone?”… Gli studenti, che sono la forza di questo (e di ogni) movimento di protesta, farebbero bene da subito a prendere le misure a chi sta facendo con loro la mosca cocchiera delle favole, per non trovarsi come sempre isolati e fregati nel momento in cui questi altri raggiungono i loro obiettivi.

Dunque fuori gli insegnanti dai cortei degli studenti (e viceversa) così si possono cominciare anche a fare un po’ di conti veri. E fuori i fascisti dal pianeta, ovviamente – ma di questo parliamo subito nel prossimo post.

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