Scusi prof

Ancora in una scuola, per lavoro.
In 3° D, il giorno dello sciopero; sono in classe in sette, senza prof: sette ragazzine di 15-16 anni che mi guardano come un marziano quando arrivo con la mia felpa gialla e l’anello al naso. Che ci fate, qui, mi verrebbe da chiedere. Dai, non infierire. Cominciamo.

– scusi prof…

– Non sono un prof. Sono venuto qui a raccontarvi delle cose, ma non faccio l’insegnante. Anzi non sarebbe male, per questo motivo, evitare questo LEI che mi fa sentire ancora più vecchio.

– prof, ma lei è un rapper?

– (…). No, perchè? Oddio, mi piace l’hiphop, magari quello di qualche anno fa mi piaceva di più. Ma non sono un rapper, anche se mi piace come si vestono. Per come sono vestito, dicevi? Comunque… non mi sarebbe dispiaciuto, fare il rapper.

– comunque la felpa gialla è di moda, eh…!
– ma che musica ascolti?
– ma chi è il tuo cantante preferito?

Ecco, finalmente avete mollato il LEI – era ora!
Il giallo… boh, mi piace. Il mio cantante invece temo che non lo conosciate, si chiama Sizzla Kalonji.

– è un rapper?

– una specie… ma viene da un’altra scuola, roba più vecchia.

– ma le piace Vasco? è mai stato ai concerti?

– ancora ‘sto LEI? comunque… boh, si e no. L’ho ascoltato tanto, ma tanti anni fa. L’ultima volta che l’ho visto dal vivo era a san Siro nel 1990. Era un po’ diverso…

– ah… eh, sa noi non eravamo ancora nate.
Siamo del 1992…

– ah.

(e adesso chi glielo racconta a queste, com’era quella notte, tutta quella folla per la prima volta da anni dentro a uno stadio… com’era abbracciare quella ragazza che finalmente era lì con me, sembrava così enorme come la prima volta che ti innamori davvero… anche se già l’anno dopo non c’era più? com’era quella sensazione di avere già capito tutto definitivamente, che è andata svanendo sempre di più in tutti questi anni? Com’era la certezza che avrei fatto l’insegnante, il prof, e avrei rivoltato la scuola come un calzino dando a gente come queste ragazze emozioni e amore per quello che c’è nei loro libri? Com’era tutto quel ribollire di passioni e pazzie e rabbie incommensurabili e amore smisurato e senza protezione pronto a scattare? Com’era forte la banda che era la mia vita e tutto il tempo passato con loro sempre e dovunque?

Bè non serve spiegarglielo. Lo sanno da loro. E’ esattamente quello che sono adesso. Lo vedi?

Come diceva la canzone, quella col video girato proprio durante quel concerto…? Tra l’altro, nel video per un attimo si vede anche la mia maglietta col grappolo d’uva e la scritta in greco, che ci eravamo fatti per la gita di quando ho compiuto 18 anni e che avevo quella sera di qualche mese dopo…)

E va bene così…
– senza parole.


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2 thoughts on “Scusi prof

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