razzisti in abiti civili, la porta è da quella parte

A Colonia, una città che mi piace molto per altri motivi, è in corso un raduno di nazi travestito da protesta europea contro la costruzione di una moschea, promosso dal gruppo locale “Per Colonia”, già sotto controllo dei servizi segreti tedeschi per le sue pessime frequentazioni.

Per l’itaglia niente di strano, qui le moschee non si costruiscono proprio – giusto oggi anche i civili abitanti del quartiere QT8 di Milano hanno presentato una civile raccolta di firme al civile sindaco, per affermare civilmente che i musulmani devono stare fuori dai coglioni e sotto casa loro non ce li vogliono.

Sono le stesse cose che l’europarlamentare italiano Borghezio ripete civilmente ad ogni comizio, e che vengono gridate civilmente in faccia a un sacco di immigrati sugli autobus e agli angoli delle strade, prima di accoltellarli dargli fuoco ammazzarli a sprangate e tutto il resto – sempre civilmente, eh.

E a Colonia?

A Colonia per accogliere i nazi, dicono i giornali che si sono date appuntamento in centro tutte le coppie miste e multietniche, che 150 bar e birrerie hanno stampato per l’occasione manifestini e sotto-bicchieri che dicono “niente birra per i nazisti”, che i tassisti e gli autisti dei mezzi pubblici si sono divertiti a dare indicazioni sbagliate a chi chiedeva come raggiungere il raduno, il quale poi è stato definito un incontro di “bruni (per l’itaglia, traducete in camicie nere) in doppiopetto, che agitano idee di odio e intolleranza inammissibili”.

Lo stesso estremista che ha dato questa definizione, aggiunge che sono “facinorosi camuffati da benpensanti, razzisti in abiti civili, sottili promotori di paure […]. A questa combriccola marcia di eurofascisti, a questi Haider e Le Pen o come si chiamano, io dico solo: l’uscita è da quella parte, andate a casa”.

Il pericoloso estremista autore di queste dichiarazioni è il sindaco democristiano di Colonia, Fritz Schramma.

Il punto è che Haider e Le Pen non partecipano all’incontro (anzi in Francia si sono pure incazzati per l’uso a quanto pare non autorizzato dell’immagine e del nome del loro capoccione). Invece Borghezio ci va, anche se il comizio pubblico è stato impedito, e sul luogo dell’incontro ci sono migliaia di dimostranti e autonomen tedeschi che si sono già scontrati con la polizia per evitare di lasciare la piazza ai nazi.

Mi ricorda una piazzetta a Monza, tantissimi anni fa. Trascinati via dei celerini, gente portata in questura, piazza occupata, il solito Borghezio che fa un comizio davanti a centinaia di dimostranti che lo fischiano e lo contestano tutto il tempo. “Buchi di preservativo”, ci definisce; noblesse oblige.

Mi ricorda una piazza a Milano, pochi giorni fa, radunati a dire che è inconcepibile che sedi naziste aprano le loro porte in questa città. Le reazioni di chi amministra Milano (ma la Moratti non aveva un padre partigiano?) non sono state esattamente come quelle del sindaco di Colonia.

Mi dispiace non poter essere a Colonia a gridare a questa gente cosa penso di loro. Non poter per una volta nella vita manifestare stima a un poliziotto, dato che il capo della polizia di Colonia ha reagito così alla prevista visita dei nazi all’attuale moschea di Colonia:  “Con la gita in pullman nei quartieri degli immigrati hanno pensato una provocazione inaccettabile – per questo l’abbiamo proibita. E’ un insulto inammissibile alla dignità umana”.

Deve essere strano abitare in un posto dove un sindaco democristiano, o un poliziotto, almeno a volte dicono cose condivisibili. Vista da lì, cosa deve sembrare l’itaglia?

Per provare a stare meglio, adesso mi preparo e vado al corteo per l’assassinio di Abdul Guibre. Così quando domani leggerò sui giornali solo articoli allarmati per due scritte sui muri e quattro petardi, saprò cosa è successo davvero.

E’ un esercizio utile, lo consiglio a tutti.

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One thought on “razzisti in abiti civili, la porta è da quella parte

  1. (noto a margine che la nostra coraggiosa stampa si è prestata a dare ampio rilievo a polemiche per cui, se un esponente anche di terza fila di uno dei mille partiti dell’ulivo partecipava ad una manifestazione “violenta”, il governo di Prodi tutto intero avrebbe dovuto dimettersi.
    Dove siete ora, coraggiosi difensori della libertà di opinione d’itaglia? Lo direte anche all’esimio e ai suoi?)

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