vita, morte e miracoli

Quando la vicenda di Eluana Englaro è arrivata ai clamori della cronaca, avevo una cosa da dire.
Poi ho lasciato passare la buriana, sapendo purtroppo che, tanto, avrei avuto presto altre occasioni di tornare sul caso – e infatti eccoci qua.

Dopo le veglie di preghiera contro il distacco di Eluana dai macchinari, dopo gli articoli dell’Osservatore Romano contro la sentenza che questo distacco ha autorizzato, adesso arriva anche la regione Lombardia, a dire ai genitori che, sostanzialmente, nessuna struttura sanitaria regionale è disponibile ad accogliere Eluana durante lo scollegamento dalle macchine. Con ovvia coda di polemiche, sul fatto che una Regione si metta di traverso contro l’attuazione di una sentenza per puri motivi ideologici.

Del resto lo sanno tutti che per lavorare nella sanità lombarda, la categoria dei medici non trova affatto vergognoso l’ingoiare chili di merda dichiarandosi obiettore all’aborto per compiacere i direttori sanitari e i loro mandanti politici… stesso giochino, no?

La cosa che però io volevo sottolineare, è l’atteggiamento dei preti nei confronti della medicina in quanto scienza che modifica il corso naturale degli eventi.

Modificare il corso naturale degli eventi va benissimo per mantenere in vita ad oltranza una ragazza che, affermano i suoi genitori, non avrebbe mai voluto un’esistenza di questo tipo (come hanno detto molto più esplicitamente, e con la loro voce, anche Piergiorgio Welby e Luca Coscioni, ad esempio).

Modificare il corso naturale degli eventi invece non va affatto bene per l’aborto, o anche semplicemente per la contraccezione.

Qualcuno deve averci preso gusto, perchè l’Osservatore romano ha appena detto che modificare il corso naturale degli eventi non va bene nemmeno per i trapianti di organi.
Poi qualcuno deve aver fatto presente che Nazinger è un candidato donatore, e quindi il tutto si è sgonfiato. Sono maestri, da quelle parti, nel dire tutto e il contrario di tutto.

Io li amo i preti, quando fanno così.
Li voglio spronare.

Siate conseguenti alla vostra dottrina. PIU’ conseguenti.
Siate una forza reazionaria contro tutto quanto odora di modernità e di libertà individuale. Siate quello che siete, una cappa di piombo sopra l’iniziativa personale e la vita libera degli esseri umani. Forza.

Metteteci più impegno.

Così scomparirete ancora più in fretta.

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2 thoughts on “vita, morte e miracoli

  1. E poi se Dio manda un cancro al papa, è giusto che provi a curarsi, visto anche che Dio l’ha creata bella tosta come malattia e quindi è lecito pensare che quando Dio te la manda si aspetta che tu muori e basta senza tante storie? E poi gli dà pure tanto dolore, che così si avvicina a Dio e ai dolori che ha fatto provare a suo figlio sulla croce? Che però lui, Dio dico, è buono. E non parliamo di antidolorifici, mi raccomando. E poi perché quando muore un papa sono tutti tanto tristi, visto che finalmente si è liberato delle sue spoglie terrene per salire al cielo come puro spirito? Figurati, all’inferno non ci va sicuramente, cioè, capito, sarebbe come se un presidente del consiglio andasse in galera. Ciao 🙂

  2. Beh, questa è la prova provata che, seppur non formalmente e in maniera istituzionalizzata, viviamo in un paese teocratico al pari della Siria o dell’Iraq.
    mannò. Mi sbaglio.
    La nostra non è una teocrazia ma la forma più becera, squallida e degradante di ierocrazia.
    ma che ce frega, abbiamo il campionato di calcio più bello del mondo…

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