L’italia vista dalla luna

sono a Malaga per lavoro…
sarà perchè sono passato direttamente da due mesi di pioggia e temperature sotto i 20 gradi, alla spiaggia di sabbia piena di ragazze in topless e sotto un sole che ammazza (si, ovviamente mi sono scottato…), ma sto meditando su questo salto in un altro mondo.

E allora mi è venuto in mente che voglio cercare di parlare di casa mia mentre sono in giro – per un problema di prospettive, che cambiano gli ordini di grandezza e di profondità.

Qui è dove nel pieno “struscio” del centro (facciamo un posto come la galleria Vittorio Emanuele di Milano) un giocoliere col diablo raduna una folla plaudente di bambini e genitori senza che arrivi la polizia a portarlo via a mazzate.

Qui è dove ogni locale, pub, ristorante ha decine di tavoli in strada, pieni di gente fino a tardi, e i vicini non dicono niente o anche se dicono qualcosa, vince l’interesse della comunità che è fatta da una moltitudine che quei tavolini li riempie, mentre il vicino, che conta 1, magari prende esempio e scende anche lui invece di stare in casa.

Perchè qui è dove la gente in casa non ci sta – appena può si ritrova nelle strade.

Qui è dove non è stato scientificamente contrastato a colpi di leggi speciali, chiusure di parchi e piazze, sradicamenti di panchine eccetera eccetera ogni possibile supporto alla socialità spontanea e gratuita che viene dal vivere fianco a fianco nello stesso posto.

Qui è dove non è stato organizzato, consentito e perseguito un sistematico lavaggio del cervello televisivo che ha attraversato due o tre generazioni, portando incidentalmente il suo principale artefice al massimo livello di potere.

Qui siamo sulla Luna, e io penso per esempio al mio amico Riccardo che è venuto a vivere in questo Paese, e mi faccio un sacco, ma un sacco di domande.

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One thought on “L’italia vista dalla luna

  1. Qui è dove non è stato scientificamente contrastato a colpi di leggi speciali, chiusure di parchi e piazze, sradicamenti di panchine eccetera eccetera ogni possibile supporto alla socialità spontanea e gratuita che viene dal vivere fianco a fianco nello stesso posto.

    Tanto per fare un esempiuccio, qui a Valencia hanno recentemente riurbanizzato un paio di spazi vicino a casa mia, aggiungendo panchine e giochi per bimbi e/o risistemando quelli che già c’erano. In più il comune dovrebbe aver approvato la realizzazione di nuove simili “aree ricreative” (parchetti, panchine, giochi per bimbi), forse anche per controbilanciare il recente proliferare di cantieri per la costruzione di parcheggi sotterranei.

    Ma in ogni caso ciò che è bello constatare è che posti del genere ce ne sono già in abbondanza per tutta la città. Passeggiando per molte vie e grandi viali, ogni 20 metri trovi una panchina, e se magari fa caldo e stai tornando a casa con le borse della spesa, ti fermi e riposi un momento. A Milano non ricordo di aver visto panchine così distribuite (e se ci sono, sono blocchi grezzi di granito o di altri materiali-tortura. 🙂

    Grazie per la menzione!
    Riccardo, dalla Luna, ti restituisce la linea. A presto 🙂

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