mi viene a cercare

E’ da tanto che non passo di qui.

Però è notte, e sono lontano, e mi sento un po’ solo, e allora giro sulla rete come non capitava da un po’… e gira e rigira, è la musica che mi viene a cercare, un link dopo l’altro, e arrivo qui.

Quando attacca quella linea di basso, se hai le casse appena appena in grazia di dio, lo senti quel rimbalzo che ti muove qualcosa. E’ come una cascata, viene fuori di tutto.

Notti a mixare dischi dub con suoni prodotti da tastiere giocattolo o quasi, notti infinite a parlare di tutto, chilometri in macchina con la radio, notti a pensare, a mettere in fila dischi e discorsi, provare e riprovare, e poi vai nel posto e aspetti mangiato dall’ansia e dall’agitazione, prima, che quasi non riesci a respirare, e poi tocca a te e quando tutto va bene poi vedi tutta la gente che salta e grida e lo sai che è la musica tua che la fa stare così, e arriva un’onda forte di energia che è la cosa più fantastica che si possa provare, e se non l’avete provata non lo sapete per davvero.

E tutto il tempo, e le facce, e le cose e le persone che sono cambiate o scomparse per sempre.

E quanta strada, e che bello sarebbe raccontarla tutta.
Quanto importante, quanto se lo merita.

Questa musica che ancora di notte mi viene a cercare come in sogno, e il mio cuore rallenta i suoi battiti…

26×1. la sera prima.

Com’era, la sera prima del 25 aprile?
Quello vero, intendo.

Con pezzi di Italia, grandi come province o regioni o città o quartieri, che già avevano fatto le loro pulizie di stagione, buttando fuori gli sgherri assassini e i servi della più grande nefandezza che abbiamo consegnato alla storia, noialtri abitanti di questo paese che facciamo sempre scuola.

Con i gruppi armati partigiani nascosti, o forse già in viaggio, a piedi o chissà come, per arrivare in città e dire che adesso basta, via tutti e facciamola finita – quelli che poi il 25, o anche il 26, sarebbero morti negli ultimi scontri a fuoco, o ammazzati dagli ultimi fanatici in camicia nera, mentre il loro capo invincibile e valoroso aveva mollato le trattative negli uffici del vescovo e già stava provando a scappare in Svizzera travestito da soldatino.

Quelli che sarebbero morti giorni dopo, uccisi dai carnefici nazisti in ritirata, come il black partisan Giorgio Marincola, con la sua storia tagliente come un’ascia da guerra, dissotterrata dai Wu Ming sempre siano lodati. E quelli che avrebbero fatto fuoco, come Pietro, e non stiamo tanto a fare gli schizzinosi che non è il caso.

(Eravamo non più di cinquanta, al suo funerale a Como, quando ero una persona migliore di adesso e ci mettevo la faccia.)

Cosa pensavano stanotte, tutti quelli che avevano letto o sentito il messaggio del telegramma, Aldo dice 26×1, ossia entro l’una di notte del 26 aprile insurrezione nazionale e cacciata dei fascisti? Avranno dormito, a 24 ore scarse dalla fine di un incubo durato vent’anni, un tot di guerre coloniali, una guerra mondiale, un’abbraccio mortale coi nazisti, le leggi razziali, le deportazioni e i rastrellamenti?

Com’era il tempo? Se guardavano su, avevano stelle sopra le loro teste? Avevano persone care ad aspettarli, genitori, amanti? Continua a leggere

Expo 2015 e #noexpo

Immagine

Ieri alla Villa Reale di Monza, ossia praticamente sotto casa, si sono riuniti il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio dei ministri, il presidente (o governatore, così è contento) della Regione Lombardia e uno stuolo di altri politici, insieme ad alti ufficiali di polizia – carabinieri – guardia di finanza, e pure qualche alto prelato, per l’ennesimo grande “evento” legato a Expo 2015. Il tutto ha portato la solita militarizzazione della città, coi soliti blocchi del traffico, ingorghi eccetera, e nessun coinvolgimento delle persone che in questa città abitano, in quel che stava succedendo: insomma a guardarla con una prospettiva da film in costume, i nobili hanno fatto il loro gran ballo nella villa del re, e il popolaccio è stato tenuto ben fuori dai cancelli. Del resto, come diceva qualcuno in piazza, l’ultima volta che un capo di stato italiano è venuto da queste parti, l’hanno portato via a piedi in avanti e bucherellato di pallottole… quindi in questura erano tutti molto preoccupati😀

A parte gli scherzi, fatemi dire come la penso a riguardo.

Continua a leggere

Vincenzina a sant’Ambrogio

Ieri ero a sant’Ambrogio, visite culturali a pasquetta coi parenti in una città piena di storia e di storie che si è dimenticata di avere.

Nella cripta, davanti allo scheletro coi paramenti dorati di Ambrogio (e insieme a lui, di Gervaso e Protasio) si accalcava una piccola folla. Un padre circa-quarantenne diceva ai figli che quello era il corpo del cardinale Schuster (l’avrà letto su internet…?), un po’ di vecchiette immancabili dicevano il rosario, e una signora in disparte si guardava intorno un po’ interdetta – e ad un certo punto si è presa ancora un po’ di coraggio ed è andata dritta dalla mia fidanzata a chiederle una cosa.

Con l’incancellabile accento pugliese dell’ immigrazione anni 60, un cappottino un po’ malmesso e gli occhi vispi, la signora cercava la camera ardente di Enzo Jannacci, nella cripta di sant’Ambrogio dove c’è lo scheletro coi paramenti dorati.

Prima di convincerla, abbiamo dovuto ripeterglielo due o tre volte, che i funerali, sì, sarebbero stati in quella chiesa, ma il giorno dopo – e che la camera ardente era al teatro Dal Verme. La sua reazione, sempre la stessa, con incrollabile convinzione, è stata: “ma l’ha detto la televisione”.

Continua a leggere

sempre in sala Maddalena.

E’ il 28 marzo del 1994, siamo in sala Maddalena a Monza. C’è un incontro con Gabriele Salvatores che ha appena vinto il premio Oscar, e si parla dei suoi film. Organizza il gruppo dei Giovani Progressisti e il presentatore si chiama Pippo Civati, esperto e appassionato di cinema. Al comitato elettorale di Michele Bertola, candidato della Rete per l’alleanza dei Progressisti, ci sono gli altri che hanno il compito di venirci ad aggiornare sui risultati, perchè in contemporanea c’è lo spoglio. Ad un certo punto mentre si parla di Turnè, entra Adolfo con i pollici in giù e una faccia da funerale. Salvatores si ferma, si gira e dice, no aspetta cosa vuol dire quel gesto. L’incontro diventa un’assemblea fiume sulla vittoria di Berlusconi e di Forza Italia. Torno a casa a notte fonda e trovo mio padre davanti al televideo, con i risultati elettorali. Dopo una campagna elettorale passata per l’ennesima volta ad attacchinare e volantinare, sta disegnando su un foglio, in silenzio. E’ quello che faceva prima di fare politica, è quello che è ritornato a fare, da quella sera. Con il collettivo dell’università facciamo una rivista che si chiama Sandokan, per provare a capire cosa succede. Chiedo una mano ai miei per comprare la casa, perchè anche se ho un contratto a tempo indeterminato e ho lasciato l’università da un po’, non ce la potrei mai fare con gli anticipi, nemmeno insieme alla mia compagna che vive con me nella casetta di cortile che era di mia nonna. Poi salgo sul pullman dei sindacati, alla sera tardi con altri compagni, e andiamo, studenti e metalmeccanici insieme, a Roma alla prima manifestazione di un milione di persone contro la riforma delle pensioni. E vado alla manifestazione per la ri-occupazione del Leoncavallo, dove mi presentano la ragazza che poi diventerà mia moglie, e più tardi mi sparano lacrimogeni da un elicottero nei giardini di via Palestro. Pippo Civati diventa segretario dei DS e vince le elezioni comunali a Monza, Salvatores smette di fare film politici e si dà ai libri, Albertini sfila in mutande dopo che è stato eletto sindaco di Milano. Vittorio Arrigoni lascia commenti sul mio blog quando scrivo sulla morte di Oriana Fallaci. Vittorio Arrigoni viene ucciso dai fondamentalisti islamici a Gaza. Vittorio Arrigoni è l’unico occidentale testimone del massacro di civili inermi ad opera dell’esercito israeliano, chiamato Piombo Fuso. Vado a vivere da solo. Vado a convivere. Compro il mio primo abbonamento adsl. Compro un modem a 56k per connettermi gratis a Tiscali. O a Libero. O a Virgilio. Per le strade di Genova i carabinieri sparano e uccidono Carlo Giuliani. Per le strade di Milano i fascisti accoltellano Dax. E parlano, e aprono sedi, riprendono spazio e considerazione. Bertinotti fa cadere il primo governo Prodi. Mastella fa cadere il secondo governo Prodi. O forse c’entrava D’alema? D’alema c’entra sempre. Nanni Moretti davanti a D’alema che parla in tv gli dice, dì qualcosa di sinistra. Nanni Moretti davanti a D’alema in piazza a Roma gli dice, con questi dirigenti non vinceremo mai. Di Pietro diventa parlamentare. Il partito di Di Pietro svanisce tra gli scandali, le clientele e il nepotismo. Rifondazione Comunista si fonde con altri due o tre partiti comunisti. Anzi no. Anzi sì. Poi perde le elezioni ogni volta. Muore Fabrizio De Andrè, e non ha mai smesso di mancarmi da allora. Due o tre aerei americani tagliano per sbaglio i cavi di una funivia sul Cermis, in Trentino, perchè stavano volando troppo basso, muore della gente ma non è colpa di nessuno. Due o tre aerei americani vengono dirottati contro obiettivi civili (e contro il Pentagono, forse) e fanno migliaia di morti l’11 settembre del 2001. A luglio tutti vanno a Genova e io sono a letto con l’ernia del disco e le lacrime agli occhi. Poi sono al telefono a mandare sms per dare suggerimenti su dove scappare e dove no, mentre ascolto la diretta su radio popolare. C’è Bush padre. Poi c’è Clinton e Monica Lewinsky. E poi c’è Bush figlio. E Obama. E Ruby. Poi c’è la Moratti, la moschea di Sucate, Pisapia che vince le elezioni. Poi c’è Calderoli che fa una legge elettorale nuova e lui per primo la chiama, una porcata. Poi c’è Calderoli che fa pisciare dei maiali su terreni dove si parlava di costruire una moschea, per contaminarli e renderli immondi per gli islamici. Poi arrivano gli albanesi con delle navi che fanno acqua da tutte le parti, e poi dalla Libia gli africani che muoiono in mare come le mosche, ma il ministro dell’Interno Maroni non intende muovere un dito se non per ricacciarli indietro a cannonate. Vari esponenti della Lega Nord si presentano con torce accese e danno fuoco al campo rom di Opera, fuori Milano. Vari esponenti della Lega Nord scrivono sul loro giornale che Berlusconi è un mafioso piduista. Vari esponenti della Lega Nord si alleano col partito di Berlusconi ad ogni elezione, dal comune bergamasco più sperduto al Parlamento di Roma ladrona, dove vanno a fare i ministri e i sottosegretari. Poi telefono a mia madre per chiederle di aiutarmi a organizzare il matrimonio, e poi vado in turnè in Sicilia a mettere i dischi con il mio soundsystem, e la notte di san Lorenzo sulla spiaggia di Modica suoniamo fino alla mattina dopo quando arrivano i primi bagnanti con le salviette e le creme solari. Qualcuno occupa il Boccaccio a Monza, ci andiamo a suonare tutte le volte che si può. Vado a mangiare una pizza con il mio amico dell’asilo Ale e Massimo Banzi e parliamo di come ha inventato Arduino. Con Guido installo linux su un vecchissimo IBM thinkpad dopo l’hackmeeting del 99 al Bulk. Guido va a vivere in Germania. Davide va a vivere in Germania, anche lui. In Egitto il regime di Mubarak viene rovesciato e la piazza a costo di centinaia di vite tiene testa alla polizia. Nicola va a vivere in Egitto, lavora all’ambasciata al Cairo. Nicola viene eletto in consiglio comunale a Monza con il Movimento 5 stelle. Pippo Civati viene eletto consigliere regionale del PD. Pippo Civati con Renzi si inventa la definizione di rottamatori. Pippo Civati molla Renzi e i rottamatori. Berlusconi rivince le elezioni promettendo che cancellerà l’ICI. Berlusconi resuscita dalla tomba promettendo che cancellerà l’IMU. Berlusconi è indagato per mafia, per prostituzione minorile, per qualsiasi cosa, ma mia zia lo vota perchè è un bravo imprenditore, e comunque i comunisti mai. Apple inventa l’iPod. Apple inventa l’iPhone. Apple inventa l’iPad. Muore Steve Jobs e morendo inventa il mito di Apple. Compro il mio primo cellulare gsm usato, un Motorola StarTac. Compro il mio primo Nokia. Il mio secondo Nokia. Il mio terzo Nokia che si collega a internet. Compro il mio smartphone Android. Compro una casa, e insieme mi danno un debito che dura vent’anni. Telefono a mia mamma per dirle che le doglie sono ravvicinate, quindi si va in ospedale. All’una e undici di notte nasce mio figlio. Alle tre di notte ogni giovedi sera smonto la console e vado via da serate trionfali di musica al Dada Pub nel piazzale della raffineria. La raffineria è chiusa e da depositi che dovevano essere vuoti esce una perdita di petrolio gigantesca che inquina il Po fino in Veneto. Il Dada Pub è chiuso ed è uno spettro fatiscente pieno di intonaco crollato e fantasmi di Natali passati. Vado per la prima volta a proporre di fare una serata reggae il giovedi sera al Dada Pub. Scrivo progetti che ricevono finanziamenti europei per attività transnazionali che durano anni. Mi porto in giro decine di ragazzi per mezza Europa, e porto gente da mezza Europa qua in giro. Imparo l’html. Installo Mambo per la prima volta. Installo Joomla per la prima volta. Installo WordPress per la prima volta. Mi faccio il mio primo sito su Geocities. Installo l’emulatore di Apple II sul mio Mac. Con un portatile Pc-compatibile che ha il modem incorporato mi connetto ai BBS di Milano alla velocità incredibile di 1200 baud. Esce Windows 95. Esce OsX 10.8. Esce Windows 8. Esce Windows 2000. C’è il millennium bug. La sera di capodanno del nuovo millennio sono a Napoli in mezzo alle esplosioni, il giorno dopo i giornali dicono che è andata bene, solo un morto. La sera che si dimette Berlusconi brindo con mia moglie con una bottiglia speciale. La sera che vince Prodi sto fino a tardissimo attaccato alla radio perchè fino all’ultimo non si capisce se ce la fa davvero. Comunque dura poco. E stasera mentre faccio addormentare mio figlio, penso che ho quarant’anni e non ne posso più di rimbalzare in questo flipper, Paolo ci ricorda su twitter quella sera del 28 marzo in sala Maddalena e io penso che cazzo siamo ancora lì, siamo tutti ancora lì dentro, mi sento l’angoscia, non ne usciremo mai più, anche se le nostre vite sono andate avanti, se il tempo è passato, se il mondo intorno a noi è cambiato noi siamo prigionieri per sempre di una bolla nel tempo, come nel telefilm Ai confini della realtà, non ne usciremo mai più, aiuto, venitemi a salvare, mi manca l’aria.

Bengasi e la Libia [due film e uno spettacolo teatrale].

Sono anni che penso che vorrei andare a visitare la Libia.
In quei deserti ci sono di sicuro resti di presenze romane ancora poco conosciute e studiate, e poi ricordi fin troppo freschi di altre presenze: dei primi bombardamenti aerei della storia umana (ah, l’aviazione italiana, come era avanti nel 1911… ), del nostro colonialismo negato e dimenticato, della tragica stagione fascista dell’impero.

Come nella canzone dei Police, la sincronicità ci porta many miles away e poi allo stesso tempo ci ributta sulla porta di casa, ad Affile (Roma), dove alcuni ragazzi sono stati denunciati per aver scritto sacrosante verità e condivisibilissime dichiarazioni sul (bruttissimo) mausoleo a Rodolfo Graziani che il solito sindaco fascista ha costruito con centotrentamila euro – ovviamente denaro pubblico: a questi la spending review non gliela fa nessuno.

Graziani, ricordiamolo che non fa mai male, oltre ad essere stato il ministro della guerra nella repubblica di Salò, con tutto quello che questo comporta in termini di collaborazione con i nazisti, repressione dei partigiani e tutto il resto, prima aveva avuto una “luminosa” carriera come generale nelle guerre coloniali, in Libia e in Etiopia, sperimentando campi di concentramento, uso di gas, fucilazioni in massa di civili, e insomma  aumentando il già cospicuo contributo italiano alla parte peggiore della storia umana. E oltretutto cavandosela con pochi mesi di prigione, (Ah, Togliatti, quell’amnistia è stata proprio una cazzata gigantesca…) diventando uno degli ispiratori del MSI e morendo felice e beato nel suo letto nel 1955.

Di questa gentaglia non parla quasi più nessuno, la scuola – figuriamoci – ha altro a cui pensare, dovendo occuparsi approfonditamente del ruolo della provvidenza nelle opere di Alessandro Manzoni (e delle rivendicazioni sindacali di un corpo docente in gran parte da spazzare via senza pietà…). Lo fanno ancora una volta i WuMing (appena ho i soldi, una donazione paypal gliela faccio adavvero…) andando a scavare nella nostra cattiva memoria con il romanzo Timira, che ho appena finito di leggere, e con ampio approfondimento sul criminale di guerra Graziani (e sul suo leggendario portar sfiga a chiunque gli stesse vicino…) .

Infine, lo fanno diffondendo (in qualche caso, ri-diffondendo) i link a documenti che difficilmente si troverebbero in altro modo:

Continua a leggere