Quando parlano di figli, le persone che la mettono giù dura dicono, carne della mia carne.
Oppure dicono, sangue del mio sangue.
In ogni caso, un po’ troppo splatter come immagini – e poi io sono vegetariano.
I bambini (intendo quelli piccoli proprio) non ti spiegano, non spiaccicano parola o fanno giusto qualche rumore che nel loro mondo alieno significa qualcosa, ma qui non è dato di comprendere.
Quindi hai voglia, a fare i proclami orgogliosi sulla tua stirpe che si eterna (oddio…) o più facilmente sulla fronte il naso e gli occhi che son proprio proprio uguali ai miei, guarda qui.
Però se lasci un segno, coi bambini sei qualcuno.
Se gli fai il rumore del tappo che si stappa dalla bottiglia, col dito dentro la bocca, sei un idolo.
Io fortunatamente, ho imparato un sacco di anni fa a farlo.
E l’altro giorno, con in braccio un pupetto in prestito, mi son sentito come mio padre, quando lo faceva a me e io impazzivo.
Che storia.
29 Aprile 2008 alle 6:20 am |
okokok questo post mi indica chiaramente che è vicino il momento.
))))